Se qualcuno è ancora interessato a seguire i miei sproloqui, lo può fare direttamente su richiardone.it.
In questa giornata di movimenti sociali, mi ha piacevolmente colpito una parte dell'intervento del segretario dei DS Piero Fassino, in merito al family day.
Molti cattolici dicono però che i laici vogliono impedire alla Chiesa di manifestare le proprie opinioni.
"Naturalmente non è in discussione il diritto né della Chiesa di manifestare le proprie opinioni, né di una fede o di un punto di vista filosofico di affermare le proprie ragioni. Una società libera e democratica è plurale negli approcci etici, culturali e religiosi e ciascuno deve avere il diritto di manifestare le proprie opinioni e di organizzarsi per manifestarle. Non ho mai condiviso quelli che denunciano una ingerenza quando la Chiesa parla, perché la Chiesa come qualsiasi altro soggetto della nostra società ha diritto di avere opinioni, di manifestarle e anche di organizzarsi per farle conoscere. Il punto è non confondere in nessun momento le ragioni di una fede o di un pensiero filosofico o di un approccio etico che va ascoltato e anche compreso, dalla funzione fondamentale dello Stato. Che è quella di garantire che tutti i cittadini siano uguali di fronte alla legge, che le leggi siano imparziali, che i diritti per ogni cittadino siano uguali, e che ciascuno venga tutelato e riconosciuto nelle sue scelte di vita e nei suoi orientamenti compresi quelli sessuali. Se si adotta questo approccio allora è possibile lavorare perché quelle due piazze possano reciprocamente riconoscersi e la politica ha questo dovere: non quello di schierarsi per una piazza contro l'altra ma quello di raccogliere in positivo le domande, le sollecitazioni, le ansie e le aspettative che quelle due piazze manifestano".
[Liberamente tratto da La Repubblica
In grassetto ho evidenziato quello che a mio parere dovrebbe essere il limite tra espressione di pensiero e governo.
C'è poi un altro bellissimo articolo, scritto da Vittorio Zucconi, sempre su La Repubblica. Alle volte Zucconi assume delle posizioni anche molto discutibili, in questo caso penso che abbia molta ragione.
Molti cattolici dicono però che i laici vogliono impedire alla Chiesa di manifestare le proprie opinioni.
"Naturalmente non è in discussione il diritto né della Chiesa di manifestare le proprie opinioni, né di una fede o di un punto di vista filosofico di affermare le proprie ragioni. Una società libera e democratica è plurale negli approcci etici, culturali e religiosi e ciascuno deve avere il diritto di manifestare le proprie opinioni e di organizzarsi per manifestarle. Non ho mai condiviso quelli che denunciano una ingerenza quando la Chiesa parla, perché la Chiesa come qualsiasi altro soggetto della nostra società ha diritto di avere opinioni, di manifestarle e anche di organizzarsi per farle conoscere. Il punto è non confondere in nessun momento le ragioni di una fede o di un pensiero filosofico o di un approccio etico che va ascoltato e anche compreso, dalla funzione fondamentale dello Stato. Che è quella di garantire che tutti i cittadini siano uguali di fronte alla legge, che le leggi siano imparziali, che i diritti per ogni cittadino siano uguali, e che ciascuno venga tutelato e riconosciuto nelle sue scelte di vita e nei suoi orientamenti compresi quelli sessuali. Se si adotta questo approccio allora è possibile lavorare perché quelle due piazze possano reciprocamente riconoscersi e la politica ha questo dovere: non quello di schierarsi per una piazza contro l'altra ma quello di raccogliere in positivo le domande, le sollecitazioni, le ansie e le aspettative che quelle due piazze manifestano".
[Liberamente tratto da La Repubblica
In grassetto ho evidenziato quello che a mio parere dovrebbe essere il limite tra espressione di pensiero e governo.
C'è poi un altro bellissimo articolo, scritto da Vittorio Zucconi, sempre su La Repubblica. Alle volte Zucconi assume delle posizioni anche molto discutibili, in questo caso penso che abbia molta ragione.
- Localizzazione:casa - studio
- Modo:
in attesa
Da La Repubblica (ma penso che qualsiasi altri giornale vada bene!):
Il limbo, luogo nel quale secondo la tradizione cristiana i bimbi non battezzati vivono per l'eternità senza comunione con Dio, riflette una "visione eccessivamente restrittiva della salvezza". ...
Il documento che dichiara ufficialmente la non esistenza del limbo è in discussione presso la Commissione teologica internazionale dal 2004 ...
Per fortuna che non credo in quello che sostengono e propugnano i preti, altrimenti mi torverei a credere in un dio ingiusto, che punisce delle piccole creature appena venute al mondo con la dannazione eterna.
Poi c'è una cosa che non ho ben capito: ma perchè un dio dovrebbe ficcare il peccato originale in un feto al solo scopo di toglierglielo non appena nato e battezzato (e a questo anche appena morto)? Non era forse più semplice sostenere che i neonati, il peccato originale non ce l'hanno? Mah, misteri della fede!!!!! ;-)
Rimane comunque l'incredibile supponenza delle gerarchie ecclesiastiche che decidono cosa esiste e non esiste dopo la morte! Assurdo.
Il Papa: "Il limbo non esiste. Dio salva tutti gli esseri umani"
Il limbo, luogo nel quale secondo la tradizione cristiana i bimbi non battezzati vivono per l'eternità senza comunione con Dio, riflette una "visione eccessivamente restrittiva della salvezza". ...
Il documento che dichiara ufficialmente la non esistenza del limbo è in discussione presso la Commissione teologica internazionale dal 2004 ...
Per fortuna che non credo in quello che sostengono e propugnano i preti, altrimenti mi torverei a credere in un dio ingiusto, che punisce delle piccole creature appena venute al mondo con la dannazione eterna.
Poi c'è una cosa che non ho ben capito: ma perchè un dio dovrebbe ficcare il peccato originale in un feto al solo scopo di toglierglielo non appena nato e battezzato (e a questo anche appena morto)? Non era forse più semplice sostenere che i neonati, il peccato originale non ce l'hanno? Mah, misteri della fede!!!!! ;-)
Rimane comunque l'incredibile supponenza delle gerarchie ecclesiastiche che decidono cosa esiste e non esiste dopo la morte! Assurdo.
Da La Repubblica:
Le Monde: a gennaio i servizi di Parigi avvisarono gli americani del progetto dell'organizzazione di Osama Bin Laden.
Gli 007 francesi agli Usa nel 2001
"Al Qaeda vuole dirottare aerei"
PARIGI - Nel gennaio del 2001, otto mesi prima degli attentati a New York e Washington, i servizi segreti francesi avevano allertato quelli americani del progetto di Al Qaeda di dirottare aerei statunitensi. Lo rivela il quotidiano Le Monde pubblicando il fac-simile della prima pagina di una nota "confidenziale difesa" della Direzione generale per la sicurezza esterna (Dgse) di Parigi. Cinque pagine datate 5 gennaio 2001 e intitolate "Progetto di dirottamento aereo da parte dei radicali islamici". E Le Monde assicura che la nota fu trasmessa qualche giorno dopo al responsabile dell'ufficio della Cia a Parigi, Bill Murray. La Dgse non ha voluto commentare in alcun modo le rivelazioni del quotidiano.
Nel documento, riferisce l'agenzia France Presse che l'ha consultato integralmente, si afferma che "membri dell'organizzazione di Osama Bin Laden, in collaborazione con esponenti del movimento dei taliban e di gruppi armati ceceni preparano dall'inizio del 2000 il dirottamento di un aereo". E si parla di un volo americano tra la Germania e gli Stati Uniti, in partenza da Francoforte dove si era costituita una cellula di Al Qaeda. Il velivolo, sempre secondo la nota, sarebbe stato dirottato verso Kandahar, nel sud dell'Afghanistan.
L'informativa dei servizi francesi citava sette compagnie aeree nel mirino dei terroristi, tra le quali l'American Airlines e la United Airlines, effettivamente prese di mira l'11 settembre. Comunque gli 007 di Parigi non ipotizzavano che i militanti di Al Qaeda potessero lanciare gli aerei contro degli edifici.
(16 aprile 2007)
Le Monde: a gennaio i servizi di Parigi avvisarono gli americani del progetto dell'organizzazione di Osama Bin Laden.
Gli 007 francesi agli Usa nel 2001
"Al Qaeda vuole dirottare aerei"
PARIGI - Nel gennaio del 2001, otto mesi prima degli attentati a New York e Washington, i servizi segreti francesi avevano allertato quelli americani del progetto di Al Qaeda di dirottare aerei statunitensi. Lo rivela il quotidiano Le Monde pubblicando il fac-simile della prima pagina di una nota "confidenziale difesa" della Direzione generale per la sicurezza esterna (Dgse) di Parigi. Cinque pagine datate 5 gennaio 2001 e intitolate "Progetto di dirottamento aereo da parte dei radicali islamici". E Le Monde assicura che la nota fu trasmessa qualche giorno dopo al responsabile dell'ufficio della Cia a Parigi, Bill Murray. La Dgse non ha voluto commentare in alcun modo le rivelazioni del quotidiano.
Nel documento, riferisce l'agenzia France Presse che l'ha consultato integralmente, si afferma che "membri dell'organizzazione di Osama Bin Laden, in collaborazione con esponenti del movimento dei taliban e di gruppi armati ceceni preparano dall'inizio del 2000 il dirottamento di un aereo". E si parla di un volo americano tra la Germania e gli Stati Uniti, in partenza da Francoforte dove si era costituita una cellula di Al Qaeda. Il velivolo, sempre secondo la nota, sarebbe stato dirottato verso Kandahar, nel sud dell'Afghanistan.
L'informativa dei servizi francesi citava sette compagnie aeree nel mirino dei terroristi, tra le quali l'American Airlines e la United Airlines, effettivamente prese di mira l'11 settembre. Comunque gli 007 di Parigi non ipotizzavano che i militanti di Al Qaeda potessero lanciare gli aerei contro degli edifici.
(16 aprile 2007)
Ebben si, sono tornato in Giappone a trovare la sorellina. E stavolta mi sono "trascinato" dietro anche Sonia: ogni tanto si deve pur fare qualche buona azione (mi sta dando sberle per quello che sto scrivendo!!!).
Comunque, siamo in Giappone, ad Osaka da ieri. Oggi siamo andati in un onsen (piscina termale di acqua calda), vicino a Kyoto. Per raggiungerla abbiamo fatto un breve percorso nel bosco visitando anche dei templi lungo il sentiero. Bellissima esperienza di relax: questi giapponesi sanno proprio prendersi i loro tempi.
Sembra che questa sera andiamo a dare le botte a Raoul (da Ken Shiro).
Vi aggiornerò nei prossimi giorni.
Comunque, siamo in Giappone, ad Osaka da ieri. Oggi siamo andati in un onsen (piscina termale di acqua calda), vicino a Kyoto. Per raggiungerla abbiamo fatto un breve percorso nel bosco visitando anche dei templi lungo il sentiero. Bellissima esperienza di relax: questi giapponesi sanno proprio prendersi i loro tempi.
Sembra che questa sera andiamo a dare le botte a Raoul (da Ken Shiro).
Vi aggiornerò nei prossimi giorni.
- Localizzazione:Osaka (Japan)
Navigando in rete cercando alcuni elementi sull'impiego di sostanze chimiche o organismi biologici ausiliari per la produzione di neve artificiali, mi sono imbattutto in questa pagina, che riporta un'analisi dell'evoluzione meteorologica in quel della Val di Fiemme. Mi riservo di approfondire l'esatta
STRAVAGANZE DEL TEMPO METEOROLOGICO A ZIANO DI FIEMME IN VALLE E DINTORNI
(RICERCA EFFETTUATA DA ALDO ZORZI DI ZIANO DI FIEMME)
ANNO EVENTO
339 o 340 Enorme frana da Valboneta, precipitata a valle creando il MOSNè, seppellendo case romane presso l'attuale CASA BIANCA e sbarrando temporaneamente l'Avisio, formando un lago fino alla zona dell'attuale Predazzo
1222 Terremoto in Fiemme
1348 Terremoto in Fiemme. Gravi danni per l'invazione delle cavallette. (Inoltre c'è la peste)
1430 Brentana (alluvione)
1493 e 1499 Brentane
1564 e 1567 Brentane
1570 Anno della fame
1600 Siccità nove mesi senza pioggia
1649 Brentana 22-23 ottobre
1684 5O giorni di freddo eccezionale more le viti a Egna e Ora
1686 e 1687 Brentane
1689 e 1690 Inverno con tantissima neve
1692 e 1693 Brentane
1701 Carestia con prolungata siccità
1709 Freddo intenso. (I faggi alla Pausa e Olmi si spaccano in piedi in senso longitudinale).
1719 Gravi brentane.
1724 Non piove per 135 giorni!
1728 Brentane
1740 Enorme siccità, manca il fieno.
1747 Brentana, 1 e 2 settembre (Ziano ha 708 abitanti)
1748 Brentana (asportate dall'Avisio tre fabbriche di polvere da sparo e da mine).
1757 Brentana
1759 e 1760 Inverno senza neve. Maggio e giugno freddissimi. Carestia.
1776 Gravi brentane.
1778 Grave carestia in Fiemme.
1785 Brentana in luglio, la campagna è rovinata da 1 ora di tempesta.
1789 Neve: il 29 giugno 30 cm in paese, 60 cm in malga; moria di bestie, raccolti rovinati.
1797 Brentana, l'Avisio tocca la Casa Bianca.
1808 La siccità e Napoleone provocano tanta fame in Fiemme.
1816 Anno della fame. La Comunità, data la siccità da aprile ad ottobre, compra in Italia viveri e granaglie per i vicini.
1820 Anno precoce e fertile. Ciliegie mature al 15 giugno.
1823 e 1825 Gravi brentane.
1829 Brentana distrugge tutta Imana.
1834 Siccità e carestia in Fiemme.
1839 Siccità in giugno, luglio e agosto, niente raccolti.
1848 Anno fertile, umido e caldo, raccolti eccezionali (tanta polenta).
1849 Siccità per tutta l'estate, fino ad ottobre.
1860 e 1861 Siccità, inverno senza neve ed acqua fino a luglio.
1868 Brentana in ottobre.
1871 e 1872 Inverno senza neve in assoluto; 4 febbraio ore 20 Aurora Boreale.
1881 Siccità eccezionale (levata la Madonnina a Cavalese) 15.000 persone presenti.
1882 La più grande brentana, l'Avisio fa il padrone in fondo valle, il rio di Sadole ai Forni va verso Predazzo.
1883 31 gennaio una valanga a Valboneta travolge 4 giovani di Zanon recatisi lassù con le slitte da fieno. Tutti morti.
1885 Brentana. A Ziano asporta 13 case, fra le quali il caseificio ed una fabbrica della polvere, tutti i ponti tranne a Moena.
1889 Altra grave brentana.
1900 e 1913 Si argina l'Avisio a Ziano.
1906 Brentana - asportate segherie e ponti.
1916 4 dicembre: valanga al Bragarol di Ceremana, 40 soldati sepolti, Beppi Sossola 19 anni viene estratto per ultimo.
1916 e 1917 Inverno più nevoso del secolo. I soldati erano su tutto il Lagorai. Nevicato 92 volte da ottobre ad aprile.
1918 e 1919 Inverno senza neve
1920 e 1921 Pochissima neve
1923 23 giugno: 30 cm di neve
1924 Aprile: grossa frana a Malgola (ancora visibile)
1926 Aprile: grande bufera. Il vento sradica in Fiemme 60.000 mc di legname
1929 A febbraio 28 gradi sotto zero
1938 15 febbraio ore 22: Aurora Boreale
1941-42-43 Pochissima neve e tanta siccità estiva.
1950 e 1951 Inverno nevosissimo !
1963 In gennaio-febbraio per 45 giorni da -15°C a -23°C
1966 3-4-5 novembre: alluvione (5000)
P.S.: Aldo Zorzi è uno storico di Ziano di Fiemme, per cui credo sia abbastanza attendibile.
STRAVAGANZE DEL TEMPO METEOROLOGICO A ZIANO DI FIEMME IN VALLE E DINTORNI
(RICERCA EFFETTUATA DA ALDO ZORZI DI ZIANO DI FIEMME)
ANNO EVENTO
339 o 340 Enorme frana da Valboneta, precipitata a valle creando il MOSNè, seppellendo case romane presso l'attuale CASA BIANCA e sbarrando temporaneamente l'Avisio, formando un lago fino alla zona dell'attuale Predazzo
1222 Terremoto in Fiemme
1348 Terremoto in Fiemme. Gravi danni per l'invazione delle cavallette. (Inoltre c'è la peste)
1430 Brentana (alluvione)
1493 e 1499 Brentane
1564 e 1567 Brentane
1570 Anno della fame
1600 Siccità nove mesi senza pioggia
1649 Brentana 22-23 ottobre
1684 5O giorni di freddo eccezionale more le viti a Egna e Ora
1686 e 1687 Brentane
1689 e 1690 Inverno con tantissima neve
1692 e 1693 Brentane
1701 Carestia con prolungata siccità
1709 Freddo intenso. (I faggi alla Pausa e Olmi si spaccano in piedi in senso longitudinale).
1719 Gravi brentane.
1724 Non piove per 135 giorni!
1728 Brentane
1740 Enorme siccità, manca il fieno.
1747 Brentana, 1 e 2 settembre (Ziano ha 708 abitanti)
1748 Brentana (asportate dall'Avisio tre fabbriche di polvere da sparo e da mine).
1757 Brentana
1759 e 1760 Inverno senza neve. Maggio e giugno freddissimi. Carestia.
1776 Gravi brentane.
1778 Grave carestia in Fiemme.
1785 Brentana in luglio, la campagna è rovinata da 1 ora di tempesta.
1789 Neve: il 29 giugno 30 cm in paese, 60 cm in malga; moria di bestie, raccolti rovinati.
1797 Brentana, l'Avisio tocca la Casa Bianca.
1808 La siccità e Napoleone provocano tanta fame in Fiemme.
1816 Anno della fame. La Comunità, data la siccità da aprile ad ottobre, compra in Italia viveri e granaglie per i vicini.
1820 Anno precoce e fertile. Ciliegie mature al 15 giugno.
1823 e 1825 Gravi brentane.
1829 Brentana distrugge tutta Imana.
1834 Siccità e carestia in Fiemme.
1839 Siccità in giugno, luglio e agosto, niente raccolti.
1848 Anno fertile, umido e caldo, raccolti eccezionali (tanta polenta).
1849 Siccità per tutta l'estate, fino ad ottobre.
1860 e 1861 Siccità, inverno senza neve ed acqua fino a luglio.
1868 Brentana in ottobre.
1871 e 1872 Inverno senza neve in assoluto; 4 febbraio ore 20 Aurora Boreale.
1881 Siccità eccezionale (levata la Madonnina a Cavalese) 15.000 persone presenti.
1882 La più grande brentana, l'Avisio fa il padrone in fondo valle, il rio di Sadole ai Forni va verso Predazzo.
1883 31 gennaio una valanga a Valboneta travolge 4 giovani di Zanon recatisi lassù con le slitte da fieno. Tutti morti.
1885 Brentana. A Ziano asporta 13 case, fra le quali il caseificio ed una fabbrica della polvere, tutti i ponti tranne a Moena.
1889 Altra grave brentana.
1900 e 1913 Si argina l'Avisio a Ziano.
1906 Brentana - asportate segherie e ponti.
1916 4 dicembre: valanga al Bragarol di Ceremana, 40 soldati sepolti, Beppi Sossola 19 anni viene estratto per ultimo.
1916 e 1917 Inverno più nevoso del secolo. I soldati erano su tutto il Lagorai. Nevicato 92 volte da ottobre ad aprile.
1918 e 1919 Inverno senza neve
1920 e 1921 Pochissima neve
1923 23 giugno: 30 cm di neve
1924 Aprile: grossa frana a Malgola (ancora visibile)
1926 Aprile: grande bufera. Il vento sradica in Fiemme 60.000 mc di legname
1929 A febbraio 28 gradi sotto zero
1938 15 febbraio ore 22: Aurora Boreale
1941-42-43 Pochissima neve e tanta siccità estiva.
1950 e 1951 Inverno nevosissimo !
1963 In gennaio-febbraio per 45 giorni da -15°C a -23°C
1966 3-4-5 novembre: alluvione (5000)
P.S.: Aldo Zorzi è uno storico di Ziano di Fiemme, per cui credo sia abbastanza attendibile.
E' da un bel pò che non scrivo, ma da quando ho eliminato la televisione a casa, sto facendo tantissime cose, dedicando meno tempo anche al PC.
Intanto mi porto avanti, riprendendo quanto apparso oggi su Punto Informatico:
Gli operatori delle ambulanze hanno segnalato che molto sovente, in occasione di incidenti stradali, i feriti hanno con loro un telefono portatile. Tuttavia, in occasione di interventi, non si sa chi contattare tra la lista interminabile dei numeri della rubrica.
Gli operatori delle ambulanze hanno lanciato l'idea che ciascuno metta, nella lista dei suoi contatti, la persona da contattare in caso d'urgenza sotto uno pseudonimo predefinito.
Lo pseudonimo internazionale conosciuto è ICE (=In Case of Emergency). È sotto questo nome che bisognerebbe segnare il numero della persona da contattare utilizzabile dagli operatori delle ambulanze, dalla polizia, dai pompieri o dai primi soccorritori.
In caso vi fossero più persone da contattare si può utilizzare ICE1, ICE2, ICE3, etc.
Facile da fare, non costa niente e può essere molto utile.
Se pensate che sia una buona idea, fate circolare il messaggio di modo che questo comportamento rientri nei comportamenti abituali
Intanto mi porto avanti, riprendendo quanto apparso oggi su Punto Informatico:
Gli operatori delle ambulanze hanno segnalato che molto sovente, in occasione di incidenti stradali, i feriti hanno con loro un telefono portatile. Tuttavia, in occasione di interventi, non si sa chi contattare tra la lista interminabile dei numeri della rubrica.
Gli operatori delle ambulanze hanno lanciato l'idea che ciascuno metta, nella lista dei suoi contatti, la persona da contattare in caso d'urgenza sotto uno pseudonimo predefinito.
Lo pseudonimo internazionale conosciuto è ICE (=In Case of Emergency). È sotto questo nome che bisognerebbe segnare il numero della persona da contattare utilizzabile dagli operatori delle ambulanze, dalla polizia, dai pompieri o dai primi soccorritori.
In caso vi fossero più persone da contattare si può utilizzare ICE1, ICE2, ICE3, etc.
Facile da fare, non costa niente e può essere molto utile.
Se pensate che sia una buona idea, fate circolare il messaggio di modo che questo comportamento rientri nei comportamenti abituali
In questi giorni si parla molto della legge che dovrebbe riconoscere dei diritti alle coppie di fatto, sia etero che omosessuali. Le posizioni principali possono essere ricondotte a due schieramenti principali: i progressisti, normalmente distaccati da precise posizioni religiose, a favore della legge, da un parte, e, dall'altra, i conservatori, spesso di chiara impostazione cattolica, che promuovono l'opposizione a tale legge. Ho molto semplificato, ma in linea di massima questa è, a mio avviso, la situazione. Sono cosciente che tale classificazione può essere molto generalistica, ma l'ho fatta solo per semplicità di inquadramento della situazione.
Logicamente su un tema così scottante si è levata anche la voce della chiesa cattolica, che, abbastanza logicamente considerando l'impostazione di pensiero, si è schierata per il no. Diciamo che se non vedo di buon occhio l'interferenza della gerarchia ecclesiastica nella vita politica e sociale di un paese, in questo caso la posso ancora tollerare, purchè rimanga su livelli di interazioni a lei competenti. Cioè, mi va bene che sul tema famiglia i cattolici facciano sapere qual'è la loro posizione, mentre in vece in altre questioni di valenza strettamente dello Stato è meglio che se ne stiano zitti.
L'aspetto però su cui vorrei soffermarmi, non è tanto il fatto di essere favorevoli o contrari alla norma proposta. I contenuti precisi dell'articolato non li conosco e al momento non ho tempo per approfondire, ma quello che volevo evidenziare è la possibilità di rafforzare le libertà personali di ogni cittadino. L'approvazione di una norma che permetta ad ogni cittadino di effettuare una libera scelta, che sia la legge sull'eutanasia piuttosto che quella sulla convivenza, è un segno di rispetto della persona e delle sue idee, nonchè di piena applicazione di quel diritto all'autodeterminazione che dovrebbe essere alla base della vita di ogni libero cittadino. Infatti se esiste una norma che mi permette di effettuare una specifica scelta, poi sta a me e alla mia coscienza, noncè al mio modo di vedere e pensare, beneficiare di quella norma oppure attenermi a regole di morale diverse che mi portano a effettuare una scelta diversa. Non vedo perchè uno Stato debba imporre ai suoi cittadini una visione a senso unico, basata spesso su una indicazione di tipo religioso. Questo vorrebbe dire che se domattina il papa si alza e decide che dobbiamo fare tutti voto di castità, allora lo Stato italiano deve adeguarsi e rendere illegale avere rapporti sessuali! I politici devono pensare prima di tutto a perseguire l'interesse sociale, quindi piuttosto che discutere sul fatto se sia religiosamente corretto approvare una legge sui diritti dei conviventi o sull'eutanasia, dovrebbero approfondire i contenuti della legge stessa, per capire se le scelte operate potrebbero portare danni a qualcuno e come può essere gestita una norma, perchè, purtroppo, sono tantissime le norme disattese per impossibilità di applicazione.
Logicamente su un tema così scottante si è levata anche la voce della chiesa cattolica, che, abbastanza logicamente considerando l'impostazione di pensiero, si è schierata per il no. Diciamo che se non vedo di buon occhio l'interferenza della gerarchia ecclesiastica nella vita politica e sociale di un paese, in questo caso la posso ancora tollerare, purchè rimanga su livelli di interazioni a lei competenti. Cioè, mi va bene che sul tema famiglia i cattolici facciano sapere qual'è la loro posizione, mentre in vece in altre questioni di valenza strettamente dello Stato è meglio che se ne stiano zitti.
L'aspetto però su cui vorrei soffermarmi, non è tanto il fatto di essere favorevoli o contrari alla norma proposta. I contenuti precisi dell'articolato non li conosco e al momento non ho tempo per approfondire, ma quello che volevo evidenziare è la possibilità di rafforzare le libertà personali di ogni cittadino. L'approvazione di una norma che permetta ad ogni cittadino di effettuare una libera scelta, che sia la legge sull'eutanasia piuttosto che quella sulla convivenza, è un segno di rispetto della persona e delle sue idee, nonchè di piena applicazione di quel diritto all'autodeterminazione che dovrebbe essere alla base della vita di ogni libero cittadino. Infatti se esiste una norma che mi permette di effettuare una specifica scelta, poi sta a me e alla mia coscienza, noncè al mio modo di vedere e pensare, beneficiare di quella norma oppure attenermi a regole di morale diverse che mi portano a effettuare una scelta diversa. Non vedo perchè uno Stato debba imporre ai suoi cittadini una visione a senso unico, basata spesso su una indicazione di tipo religioso. Questo vorrebbe dire che se domattina il papa si alza e decide che dobbiamo fare tutti voto di castità, allora lo Stato italiano deve adeguarsi e rendere illegale avere rapporti sessuali! I politici devono pensare prima di tutto a perseguire l'interesse sociale, quindi piuttosto che discutere sul fatto se sia religiosamente corretto approvare una legge sui diritti dei conviventi o sull'eutanasia, dovrebbero approfondire i contenuti della legge stessa, per capire se le scelte operate potrebbero portare danni a qualcuno e come può essere gestita una norma, perchè, purtroppo, sono tantissime le norme disattese per impossibilità di applicazione.
- Localizzazione:studio di casa
- Modo:
carico - Musica:[Radio Capital - Area protetta]
Mi è arrivata oggi, da un collega Ufficiale, copia di questa lettera.
San Defendente di Cervasca (CN) , 26 ottobre 2006
A
Onorevole Giorgio NAPOLITANO
Presidente della Repubblica Italiana
Palazzo del Quirinale
00100-ROMA
E, per conoscenza:
Onorevole Franco MARINI
Presidente del Senato della Repubblica
Palazzo Madama
00100-ROMA
Onorevole Fausto BERTINOTTI
Presidente della Camera dei Deputati
Palazzo di Montecitorio
00100-ROMA
Mi permetto inviarLe questa mia nella smisurata presunzione che possa, prima o poi, raggiungere la Sua scrivania. Ciò nella migliorata sensibilità delle Istituzioni ed in coloro che le tutelano. Le dirò che quando, giovane trentatreenne, ebbi l'avventura di scrivere a ben due Capi dello Stato (le motivazioni erano molto serie, mi creda) ebbi una delle più grandi delusioni della mia vita che, oggi sessantunenne, non riesco a dimenticare: le risposte-non risposte, inviatemi da incolori segretari della Presidenza della Repubblica, non giovarono alla considerazione degli uomini che allora erano considerati garanti dei cittadini che a Loro si affidavano con fiducia.
Quando, qualche giorno fa, mi dissero che un'aula del senato della Repubblica era stata intitolata a Carlo Giuliani (La prego, Signor Presidente, non mi cestini già a questo punto. Devo ancora chiederLe un po' del Suo tempo) credevo che si trattasse di uno scherzo provocatorio e, certo, di cattivo gusto. Il senato della Repubblica sentiva il bisogno di dedicare un'aula a Carlo Giuliani: quale avrebbe potuto essere una motivazione condivisibile? Avevo tanto pensato, già tempo fa (da buon genovese), a che cosa scrivere, a quali domande fare al Sindaco Pericu quando si paventava la possibilità di intitolare Piazza Alimonia a Genova al ragazzo morto durante le manifestazioni durante le quali, a sua maniera, cercava di esprimere il suo tipo di libertà contro chi, per una perversa mentalità, si dedicava alla difesa dei cittadini.
Lasciai perdere: sapevo che sarebbe stato tempo sprecato (tra l'altro quanto accaduto in senato ritengo sarà un buon viatico per il sopra citato sindaco che potrà tornare alla carica e, finalmente, riuscire a coronare il desiderio dei genitori del ragazzo e di una sparuta minoranza della cittadinanza, ma tant'è …).
Ho voluto controllare immediatamente l'inattendibilità della notizia interpellando nostra madre internet: questo ciò che immediatamente acquisisco:
1. in occasione della nomina della Signora Heidi Giuliani a senatrice: "è cosi che vogliamo ricordare Carlo Giuliani: non solo come un ragazzo che non c'è più, ma come testimone della voglia di cambiamento e della spinta a incrinare un intero sistema di potere che animano le nuove generazioni" conclude Russo Spena che annuncia la decisione del gruppo di intitolare a Carlo Giuliani la sede dell'Ufficio di presidenza del gruppo. Signor Presidente, riesce ad aiutarmi Lei? Mi autorizzerebbe a dire ai miei figli che, qualora "animati dalla voglia di cambiamento e dalla spinta a incrinare un intero sistema di potere" possono sempre indossare un passamontagna, brandire un estintore e minacciare di morte un esponente delle forze dell'ordine, dicendo loro che, dovessero subire la reazione dell'aggredito e soccombere, potranno sempre contare sull'intitolazione dei un'aula presso il Senato della Repubblica e di un permanente "santuario" nel luogo del vigliacco eccidio? Non solo, potrò loro dire che il loro papà potrà diventare senatore della Repubblica invece che rimanere uno squallidissimo ufficiale degli alpini in pensione che ha cercato di insegnare loro quale ricchezza nascondono l'onestà, la correttezza, il rispetto degli altri e tutte queste storie di altri tempi e, quindi, da dimenticare? Naturalmente nella Sua risposta, Signor Presidente, dovrà tenere conto di alcune peculiarità mie e dei miei figli che potrebbero vanificare le mie fantasie: per quanto mi riguarda, sono stato, per tutta la vita, quel che veniva una volta (dizione tornata in auge quando ci si riempie la bocca di tante belle parole) definito "servitore dello Stato" essendo un "improduttivo!" (e di peggio) ufficiale degli Alpini e non già un rispettabilissimo sindacalista in difesa degli interessi …; e per quanto riguarda i miei figli, hanno avuto la "sfortuna" di avere dei genitori, una casa ove ricoverarsi in luogo dei sottopassi stradali e, "cosa quanto mai infamante", non si sono mai trovati nelle condizioni di doversi drogare. Ciò dico per amore di verità e non veda in questo, Signor presidente, alcuna provocazione: questa è la cruda realtà della vicenda di cui tratto abusando della Sua pazienza;
2. e ancora "Apprezziamo profondamente, affermano in una nota il presidente del Prc-Sinistra europea al Senato Giovanni Russo Spena e i vicepresidenti Rina Gagliardi e Tommaso Sodano – la limpida posizione del presidente della repubblica a proposito del nostro diritto a intitolare a Carlo Giuliani una sala del nostro gruppo parlamentare. Non avevamo del resto mai avuto dubbi sulla sensibilità e correttezza istituzionale del capo dello stato". Intendiamo ribadire – prosegue la nota dell'Ufficio di presidenza del gruppo del Prc – che non c'è alcuna contraddizione tra la dedica della sala a Carlo Giuliani e la convinta solidarietà con le famiglie degli esponenti delle Forze dell'ordine caduti nell'adempimento del loro dovere. Chi denuncia questa inesistente contraddizione lo fa solo per scopi palesemente strumentali e propagandistici". Cioè, Signor Presidente, pensa davvero anche Lei che sarei animato da scopi palesemente strumentali e propagandistici? Io? Davvero? Allora corro a controllare se qualche aula, magari meno autorevole, un po' più nascosta, sia stata dedicata, per esempio, ai caduti di Nassyria. Non ne trovo traccia. Forse nessuno ha pensato a questa eventualità? Non posso pensarlo, in coscienza. La prego di credermi; spero, quindi, che la mia ricerca sia stata incompleta ed il risultato menzognero. Ma se così non fosse propongo ora, con la Sua limpida presa di posizione", l'intitolazione di un'aula, lontana da quella del Giuliani, a "quelli" di Nassyria, al Presidente della Camera e/o della Camera.
Ma ho due proposte alternative anche se entrambe meritevoli di altrettanta considerazione ma capisco anche che, se dovessimo dare spazio ai cittadini meritevoli, le aule del Parlamento, a questo punto, dovrebbero essere più numerose delle stanze di Buckingam Palace:
1. nel febbraio del 1972 in Alto Adige, durante una marcia in montagna, una slavina uccise 7 alpini della Brigata Alpina Orobica. In quell'anno, in nessuna forma,le Forze Armate ed i suoi esponenti potevano sperare in una qualche considerazione né in alcuna parvenza di giustizia, nel bene e nel male (chissà se l'On. Marini ricorderà: ho tanto piacere nel vederlo, talvolta, indossare, con fierezza, il Suo cappello da Artigliere da Montagna!). I 7Alpini deceduti erano studenti, lavoratori, onesti servitori dello Stato. Meriterebbero un riconoscimento almeno pari a quello tributato a Carlo Giuliani? Propongo ora di dedicare, con la Sua "limpida presa di posizione", un'aula del Parlamento "Ai sette Alpini deceduti nell'incidente di valanga di Malga Villalta (BZ) del 12 febbraio 1972, a perenne ricordo, con loro, di tutti i soldati morti in pace in attività di servizio per il proprio paese e per il mantenimento della pace ovunque nel mondo";
2. ho l'immagine di mio padre: lavoratore instancabile, padre e marito attento, scrupoloso, ligio nell'osservanza della legge tanto da essere, spesso, criticato per la sua incrollabile fermezza. Segretario Provinciale della Croce Rossa Italiana di Genova ai dedicò, anima e corpo nell'accoglienza e ricovero dei profughi ungheresi, vittime di quella pagina di storia che in questi giorni, nel cinquantesimo anniversario, viene,da molti, riletta criticamente. In lui vedo milioni di cittadini italiani, lavoratori nascosti; quelli che rendono l'Italia degna di essere chiamata paese civile. Ben più del povero Carlo Giuliani. Allora intitoliamo, con la Sua "limpida presa di posizione", un'aula del Parlamento "A Rinaldo Palestro, a perenne apprezzamento, nella Sua persona, per quei cittadini che hanno speso e splendono la vita nel rispetto del prossimo della leggi approvate da questo Parlamento". Sappia, in ultimo, Signor Presidente, che chi ha l'ardire di scriverLe non è né è mai stato, schierato politicamente. Ha sempre, piuttosto, cercato di apprezzare le buone cose fatte da un qualsivoglia governo e, parimenti, criticato ciò che riteneva essere mal fatto qualsivoglia fosse la parte politica alla guida del paese. Non mi giudichi, inoltre, né un mitomane, né un perditempo perché cadrebbe in un imperdonabile errore di valutazione. Per quanto riguarda il mio pensiero personale su Carlo Giuliani: lo giudico un povero ragazzo al quale non è stata data la possibilità di vivere come meritava e non per colpa di un altrettanto povero carabiniere di nome Placanica. Fossi il papà o la mamma di Carlo, solo Dio sa quali rimorsi mi porterei dentro! Troppo facile ricercare colpe in altri per salvarci l'anima. In chiusura, Signor Presidente, una domanda: che messaggio deve dare ed a chi la considerazione per quel ragazzo cha ha spinto, anche Lei stesso, a caldeggiare, in tempi rapidissimi (un tutt'uno senatrice la mamma e l'intitolazione) la dedica di un'aula ad un ragazzo con un siffatto curriculum? Potrebbe essere un esempio per una scolaresca in visita"istruttiva" al Senato della Repubblica Italiana? Temo di essere cestinato. La ringrazio se avrà la bontà, prima di farlo, di dedicarmi qualche minuto del Suo tempo.
Con ossequio.
Gianluigi Palestro
Generale di Brigata degli Alpini (ris.) da Analisi Difesa
San Defendente di Cervasca (CN) , 26 ottobre 2006
A
Onorevole Giorgio NAPOLITANO
Presidente della Repubblica Italiana
Palazzo del Quirinale
00100-ROMA
E, per conoscenza:
Onorevole Franco MARINI
Presidente del Senato della Repubblica
Palazzo Madama
00100-ROMA
Onorevole Fausto BERTINOTTI
Presidente della Camera dei Deputati
Palazzo di Montecitorio
00100-ROMA
Mi permetto inviarLe questa mia nella smisurata presunzione che possa, prima o poi, raggiungere la Sua scrivania. Ciò nella migliorata sensibilità delle Istituzioni ed in coloro che le tutelano. Le dirò che quando, giovane trentatreenne, ebbi l'avventura di scrivere a ben due Capi dello Stato (le motivazioni erano molto serie, mi creda) ebbi una delle più grandi delusioni della mia vita che, oggi sessantunenne, non riesco a dimenticare: le risposte-non risposte, inviatemi da incolori segretari della Presidenza della Repubblica, non giovarono alla considerazione degli uomini che allora erano considerati garanti dei cittadini che a Loro si affidavano con fiducia.
Quando, qualche giorno fa, mi dissero che un'aula del senato della Repubblica era stata intitolata a Carlo Giuliani (La prego, Signor Presidente, non mi cestini già a questo punto. Devo ancora chiederLe un po' del Suo tempo) credevo che si trattasse di uno scherzo provocatorio e, certo, di cattivo gusto. Il senato della Repubblica sentiva il bisogno di dedicare un'aula a Carlo Giuliani: quale avrebbe potuto essere una motivazione condivisibile? Avevo tanto pensato, già tempo fa (da buon genovese), a che cosa scrivere, a quali domande fare al Sindaco Pericu quando si paventava la possibilità di intitolare Piazza Alimonia a Genova al ragazzo morto durante le manifestazioni durante le quali, a sua maniera, cercava di esprimere il suo tipo di libertà contro chi, per una perversa mentalità, si dedicava alla difesa dei cittadini.
Lasciai perdere: sapevo che sarebbe stato tempo sprecato (tra l'altro quanto accaduto in senato ritengo sarà un buon viatico per il sopra citato sindaco che potrà tornare alla carica e, finalmente, riuscire a coronare il desiderio dei genitori del ragazzo e di una sparuta minoranza della cittadinanza, ma tant'è …).
Ho voluto controllare immediatamente l'inattendibilità della notizia interpellando nostra madre internet: questo ciò che immediatamente acquisisco:
1. in occasione della nomina della Signora Heidi Giuliani a senatrice: "è cosi che vogliamo ricordare Carlo Giuliani: non solo come un ragazzo che non c'è più, ma come testimone della voglia di cambiamento e della spinta a incrinare un intero sistema di potere che animano le nuove generazioni" conclude Russo Spena che annuncia la decisione del gruppo di intitolare a Carlo Giuliani la sede dell'Ufficio di presidenza del gruppo. Signor Presidente, riesce ad aiutarmi Lei? Mi autorizzerebbe a dire ai miei figli che, qualora "animati dalla voglia di cambiamento e dalla spinta a incrinare un intero sistema di potere" possono sempre indossare un passamontagna, brandire un estintore e minacciare di morte un esponente delle forze dell'ordine, dicendo loro che, dovessero subire la reazione dell'aggredito e soccombere, potranno sempre contare sull'intitolazione dei un'aula presso il Senato della Repubblica e di un permanente "santuario" nel luogo del vigliacco eccidio? Non solo, potrò loro dire che il loro papà potrà diventare senatore della Repubblica invece che rimanere uno squallidissimo ufficiale degli alpini in pensione che ha cercato di insegnare loro quale ricchezza nascondono l'onestà, la correttezza, il rispetto degli altri e tutte queste storie di altri tempi e, quindi, da dimenticare? Naturalmente nella Sua risposta, Signor Presidente, dovrà tenere conto di alcune peculiarità mie e dei miei figli che potrebbero vanificare le mie fantasie: per quanto mi riguarda, sono stato, per tutta la vita, quel che veniva una volta (dizione tornata in auge quando ci si riempie la bocca di tante belle parole) definito "servitore dello Stato" essendo un "improduttivo!" (e di peggio) ufficiale degli Alpini e non già un rispettabilissimo sindacalista in difesa degli interessi …; e per quanto riguarda i miei figli, hanno avuto la "sfortuna" di avere dei genitori, una casa ove ricoverarsi in luogo dei sottopassi stradali e, "cosa quanto mai infamante", non si sono mai trovati nelle condizioni di doversi drogare. Ciò dico per amore di verità e non veda in questo, Signor presidente, alcuna provocazione: questa è la cruda realtà della vicenda di cui tratto abusando della Sua pazienza;
2. e ancora "Apprezziamo profondamente, affermano in una nota il presidente del Prc-Sinistra europea al Senato Giovanni Russo Spena e i vicepresidenti Rina Gagliardi e Tommaso Sodano – la limpida posizione del presidente della repubblica a proposito del nostro diritto a intitolare a Carlo Giuliani una sala del nostro gruppo parlamentare. Non avevamo del resto mai avuto dubbi sulla sensibilità e correttezza istituzionale del capo dello stato". Intendiamo ribadire – prosegue la nota dell'Ufficio di presidenza del gruppo del Prc – che non c'è alcuna contraddizione tra la dedica della sala a Carlo Giuliani e la convinta solidarietà con le famiglie degli esponenti delle Forze dell'ordine caduti nell'adempimento del loro dovere. Chi denuncia questa inesistente contraddizione lo fa solo per scopi palesemente strumentali e propagandistici". Cioè, Signor Presidente, pensa davvero anche Lei che sarei animato da scopi palesemente strumentali e propagandistici? Io? Davvero? Allora corro a controllare se qualche aula, magari meno autorevole, un po' più nascosta, sia stata dedicata, per esempio, ai caduti di Nassyria. Non ne trovo traccia. Forse nessuno ha pensato a questa eventualità? Non posso pensarlo, in coscienza. La prego di credermi; spero, quindi, che la mia ricerca sia stata incompleta ed il risultato menzognero. Ma se così non fosse propongo ora, con la Sua limpida presa di posizione", l'intitolazione di un'aula, lontana da quella del Giuliani, a "quelli" di Nassyria, al Presidente della Camera e/o della Camera.
Ma ho due proposte alternative anche se entrambe meritevoli di altrettanta considerazione ma capisco anche che, se dovessimo dare spazio ai cittadini meritevoli, le aule del Parlamento, a questo punto, dovrebbero essere più numerose delle stanze di Buckingam Palace:
1. nel febbraio del 1972 in Alto Adige, durante una marcia in montagna, una slavina uccise 7 alpini della Brigata Alpina Orobica. In quell'anno, in nessuna forma,le Forze Armate ed i suoi esponenti potevano sperare in una qualche considerazione né in alcuna parvenza di giustizia, nel bene e nel male (chissà se l'On. Marini ricorderà: ho tanto piacere nel vederlo, talvolta, indossare, con fierezza, il Suo cappello da Artigliere da Montagna!). I 7Alpini deceduti erano studenti, lavoratori, onesti servitori dello Stato. Meriterebbero un riconoscimento almeno pari a quello tributato a Carlo Giuliani? Propongo ora di dedicare, con la Sua "limpida presa di posizione", un'aula del Parlamento "Ai sette Alpini deceduti nell'incidente di valanga di Malga Villalta (BZ) del 12 febbraio 1972, a perenne ricordo, con loro, di tutti i soldati morti in pace in attività di servizio per il proprio paese e per il mantenimento della pace ovunque nel mondo";
2. ho l'immagine di mio padre: lavoratore instancabile, padre e marito attento, scrupoloso, ligio nell'osservanza della legge tanto da essere, spesso, criticato per la sua incrollabile fermezza. Segretario Provinciale della Croce Rossa Italiana di Genova ai dedicò, anima e corpo nell'accoglienza e ricovero dei profughi ungheresi, vittime di quella pagina di storia che in questi giorni, nel cinquantesimo anniversario, viene,da molti, riletta criticamente. In lui vedo milioni di cittadini italiani, lavoratori nascosti; quelli che rendono l'Italia degna di essere chiamata paese civile. Ben più del povero Carlo Giuliani. Allora intitoliamo, con la Sua "limpida presa di posizione", un'aula del Parlamento "A Rinaldo Palestro, a perenne apprezzamento, nella Sua persona, per quei cittadini che hanno speso e splendono la vita nel rispetto del prossimo della leggi approvate da questo Parlamento". Sappia, in ultimo, Signor Presidente, che chi ha l'ardire di scriverLe non è né è mai stato, schierato politicamente. Ha sempre, piuttosto, cercato di apprezzare le buone cose fatte da un qualsivoglia governo e, parimenti, criticato ciò che riteneva essere mal fatto qualsivoglia fosse la parte politica alla guida del paese. Non mi giudichi, inoltre, né un mitomane, né un perditempo perché cadrebbe in un imperdonabile errore di valutazione. Per quanto riguarda il mio pensiero personale su Carlo Giuliani: lo giudico un povero ragazzo al quale non è stata data la possibilità di vivere come meritava e non per colpa di un altrettanto povero carabiniere di nome Placanica. Fossi il papà o la mamma di Carlo, solo Dio sa quali rimorsi mi porterei dentro! Troppo facile ricercare colpe in altri per salvarci l'anima. In chiusura, Signor Presidente, una domanda: che messaggio deve dare ed a chi la considerazione per quel ragazzo cha ha spinto, anche Lei stesso, a caldeggiare, in tempi rapidissimi (un tutt'uno senatrice la mamma e l'intitolazione) la dedica di un'aula ad un ragazzo con un siffatto curriculum? Potrebbe essere un esempio per una scolaresca in visita"istruttiva" al Senato della Repubblica Italiana? Temo di essere cestinato. La ringrazio se avrà la bontà, prima di farlo, di dedicarmi qualche minuto del Suo tempo.
Con ossequio.
Gianluigi Palestro
Generale di Brigata degli Alpini (ris.) da Analisi Difesa
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