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  <title>Su le nude rocce, sui perenni ghiacciai, su ogni balza delle Alpi...</title>
  <subtitle>Alpin</subtitle>
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  <updated>2009-07-29T13:24:35Z</updated>
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    <title>Nuovo blog</title>
    <published>2009-07-29T13:24:35Z</published>
    <updated>2009-07-29T13:24:35Z</updated>
    <content type="html">Se qualcuno è ancora interessato a seguire i miei sproloqui, lo può fare direttamente su &lt;a href="http://www.richiardone.it/"&gt;richiardone.it&lt;/a&gt;.</content>
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    <title>In materia di famiglia e dintorni</title>
    <published>2007-05-12T10:05:03Z</published>
    <updated>2007-05-12T10:05:03Z</updated>
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    <content type="html">In questa giornata di movimenti sociali, mi ha piacevolmente colpito una parte dell'intervento del segretario dei DS Piero Fassino, in merito al family day.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Molti cattolici dicono però che i laici vogliono impedire alla Chiesa di manifestare le proprie opinioni.&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;"Naturalmente non è in discussione il diritto né della Chiesa di manifestare le proprie opinioni, né di una fede o di un punto di vista filosofico di affermare le proprie ragioni. Una società libera e democratica è plurale negli approcci etici, culturali e religiosi e ciascuno deve avere il diritto di manifestare le proprie opinioni e di organizzarsi per manifestarle. Non ho mai condiviso quelli che denunciano una ingerenza quando la Chiesa parla, perché la Chiesa come qualsiasi altro soggetto della nostra società ha diritto di avere opinioni, di manifestarle e anche di organizzarsi per farle conoscere. &lt;b&gt;Il punto è non confondere in nessun momento le ragioni di una fede o di un pensiero filosofico o di un approccio etico che va ascoltato e anche compreso, dalla funzione fondamentale dello Stato. Che è quella di garantire che tutti i cittadini siano uguali di fronte alla legge, che le leggi siano imparziali, che i diritti per ogni cittadino siano uguali, e che ciascuno venga tutelato e riconosciuto nelle sue scelte di vita e nei suoi orientamenti compresi quelli sessuali&lt;/b&gt;. Se si adotta questo approccio allora è possibile lavorare perché quelle due piazze possano reciprocamente riconoscersi e la politica ha questo dovere: non quello di schierarsi per una piazza contro l'altra ma quello di raccogliere in positivo le domande, le sollecitazioni, le ansie e le aspettative che quelle due piazze manifestano".&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;[Liberamente tratto da &lt;a href="http://www.repubblica.it/2007/05/sezioni/politica/coppie-di-fatto-8/parla-fass/parla-fass.html"&gt;La Repubblica&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In grassetto ho evidenziato quello che a mio parere dovrebbe essere il limite tra espressione di pensiero e governo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;C'è poi un altro bellissimo articolo, scritto da Vittorio Zucconi, sempre su &lt;a href="http://www.repubblica.it/2007/05/sezioni/politica/coppie-di-fatto-8/lasciate-bambini/lasciate-bambini.html"&gt;La Repubblica&lt;/a&gt;. Alle volte Zucconi assume delle posizioni anche molto discutibili, in questo caso penso che abbia molta ragione.</content>
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    <title>alpin @ 2007-04-21T13:50:00</title>
    <published>2007-04-21T12:29:50Z</published>
    <updated>2007-04-21T12:29:50Z</updated>
    <content type="html">Da &lt;a href="http://www.repubblica.it/2007/04/sezioni/esteri/benedettoxvi-14/benedettoxvi-14/benedettoxvi-14.html"&gt;La Repubblica&lt;/a&gt; (ma penso che qualsiasi altri giornale vada bene!):&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;&lt;h3&gt;Il Papa: "Il limbo non esiste. Dio salva tutti gli esseri umani"&lt;/h3&gt;&lt;br /&gt;Il limbo, luogo nel quale secondo la tradizione cristiana i bimbi non battezzati vivono per l'eternità senza comunione con Dio, riflette una "visione eccessivamente restrittiva della salvezza". ...&lt;br /&gt;Il documento che dichiara ufficialmente la non esistenza del limbo è in discussione presso la Commissione teologica internazionale dal 2004 ...&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per fortuna che non credo in quello che sostengono e propugnano i preti, altrimenti mi torverei a credere in un dio ingiusto, che punisce delle piccole creature appena venute al mondo con la dannazione eterna.&lt;br /&gt;Poi c'è una cosa che non ho ben capito: ma perchè un dio dovrebbe ficcare il peccato originale in un feto al solo scopo di toglierglielo non appena nato e battezzato (e a questo anche appena morto)? Non era forse più semplice sostenere che i neonati, il peccato originale non ce l'hanno? Mah, misteri della fede!!!!! ;-)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Rimane comunque l'incredibile supponenza delle gerarchie ecclesiastiche che decidono cosa esiste e non esiste dopo la morte! Assurdo.</content>
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    <title>alpin @ 2007-04-17T14:36:00</title>
    <published>2007-04-17T12:38:42Z</published>
    <updated>2007-04-17T12:38:42Z</updated>
    <category term="terrorismo; guerra; giornali"/>
    <content type="html">Da &lt;a href="http://www.repubblica.it"&gt;La Repubblica&lt;/a&gt;:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;Le Monde: a gennaio i servizi di Parigi avvisarono gli americani del progetto dell'organizzazione di Osama Bin Laden.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Gli 007 francesi agli Usa nel 2001&lt;br /&gt;"Al Qaeda vuole dirottare aerei"&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;PARIGI - Nel gennaio del 2001, otto mesi prima degli attentati a New York e Washington, i servizi segreti francesi avevano allertato quelli americani del progetto di Al Qaeda di dirottare aerei statunitensi. Lo rivela il quotidiano Le Monde pubblicando il fac-simile della prima pagina di una nota "confidenziale difesa" della Direzione generale per la sicurezza esterna (Dgse) di Parigi. Cinque pagine datate 5 gennaio 2001 e intitolate "Progetto di dirottamento aereo da parte dei radicali islamici". E Le Monde assicura che la nota fu trasmessa qualche giorno dopo al responsabile dell'ufficio della Cia a Parigi, Bill Murray. La Dgse non ha voluto commentare in alcun modo le rivelazioni del quotidiano.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nel documento, riferisce l'agenzia France Presse che l'ha consultato integralmente, si afferma che "membri dell'organizzazione di Osama Bin Laden, in collaborazione con esponenti del movimento dei taliban e di gruppi armati ceceni preparano dall'inizio del 2000 il dirottamento di un aereo". E si parla di un volo americano tra la Germania e gli Stati Uniti, in partenza da Francoforte dove si era costituita una cellula di Al Qaeda. Il velivolo, sempre secondo la nota, sarebbe stato dirottato verso Kandahar, nel sud dell'Afghanistan.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L'informativa dei servizi francesi citava sette compagnie aeree nel mirino dei terroristi, tra le quali l'American Airlines e la United Airlines, effettivamente prese di mira l'11 settembre. Comunque gli 007 di Parigi non ipotizzavano che i militanti di Al Qaeda potessero lanciare gli aerei contro degli edifici.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;(16 aprile 2007)&lt;/i&gt;</content>
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    <title>Dimenticavo</title>
    <published>2007-04-03T11:29:21Z</published>
    <updated>2007-04-03T11:29:21Z</updated>
    <category term="osaka"/>
    <category term="giappone"/>
    <category term="viaggio"/>
    <content type="html">Ebben si, sono tornato in Giappone a trovare la sorellina. E stavolta mi sono "trascinato" dietro anche Sonia: ogni tanto si deve pur fare qualche buona azione (mi sta dando sberle per quello che sto scrivendo!!!).&lt;br /&gt;Comunque, siamo in Giappone, ad Osaka da ieri. Oggi siamo andati in un onsen (piscina termale di acqua calda), vicino a Kyoto. Per raggiungerla abbiamo fatto un breve percorso nel bosco visitando anche dei templi lungo il sentiero. Bellissima esperienza di relax: questi giapponesi sanno proprio prendersi i loro tempi.&lt;br /&gt;Sembra che questa sera andiamo a dare le botte a Raoul (da Ken Shiro).&lt;br /&gt;Vi aggiornerò nei prossimi giorni.</content>
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    <title>Le bizze del tempo</title>
    <published>2007-03-19T13:26:27Z</published>
    <updated>2007-03-19T13:46:41Z</updated>
    <content type="html">Navigando in rete cercando alcuni elementi sull'impiego di sostanze chimiche o organismi biologici ausiliari per la produzione di neve artificiali, mi sono imbattutto in questa &lt;a href="http://www.montagnaonline.com/pm/pm65_file/pm65_13.html"&gt;pagina&lt;/a&gt;, che riporta un'analisi dell'evoluzione meteorologica in quel della Val di Fiemme. Mi riservo di approfondire l'esatta &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;STRAVAGANZE DEL TEMPO METEOROLOGICO A ZIANO DI FIEMME IN VALLE E DINTORNI&lt;br /&gt;(RICERCA EFFETTUATA DA ALDO ZORZI DI ZIANO DI FIEMME)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;ANNO     EVENTO&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;339 o 340 	Enorme frana da Valboneta, precipitata a valle creando il MOSNè, seppellendo case romane presso l'attuale CASA BIANCA e sbarrando temporaneamente l'Avisio, formando un lago fino alla zona dell'attuale Predazzo&lt;br /&gt;1222 	Terremoto in Fiemme&lt;br /&gt;1348 	Terremoto in Fiemme. Gravi danni per l'invazione delle cavallette. (Inoltre c'è la peste)&lt;br /&gt;1430 	Brentana (alluvione)&lt;br /&gt;1493 e 1499 	Brentane&lt;br /&gt;1564 e 1567 	Brentane&lt;br /&gt;1570 	Anno della fame&lt;br /&gt;&lt;b&gt;1600 	Siccità nove mesi senza pioggia&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;1649 	Brentana 22-23 ottobre&lt;br /&gt;1684 	5O giorni di freddo eccezionale more le viti a Egna e Ora&lt;br /&gt;1686 e 1687 	Brentane&lt;br /&gt;1689 e 1690 	Inverno con tantissima neve&lt;br /&gt;1692 e 1693 	Brentane&lt;br /&gt;&lt;b&gt;1701 	Carestia con prolungata siccità&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;1709 	Freddo intenso. (I faggi alla Pausa e Olmi si spaccano in piedi in senso longitudinale).&lt;br /&gt;1719 	Gravi brentane.&lt;br /&gt;&lt;b&gt;1724 	Non piove per 135 giorni!&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;1728 	Brentane&lt;br /&gt;&lt;b&gt;1740 	Enorme siccità, manca il fieno.&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;1747 	Brentana, 1 e 2 settembre (Ziano ha 708 abitanti)&lt;br /&gt;1748 	Brentana (asportate dall'Avisio tre fabbriche di polvere da sparo e da mine).&lt;br /&gt;1757 	Brentana&lt;br /&gt;&lt;b&gt;1759 e 1760 	Inverno senza neve. Maggio e giugno freddissimi. Carestia.&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;1776 	Gravi brentane.&lt;br /&gt;&lt;b&gt;1778 	Grave carestia in Fiemme.&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;1785 	Brentana in luglio, la campagna è rovinata da 1 ora di tempesta.&lt;br /&gt;1789 	Neve: il 29 giugno 30 cm in paese, 60 cm in malga; moria di bestie, raccolti rovinati.&lt;br /&gt;1797 	Brentana, l'Avisio tocca la Casa Bianca.&lt;br /&gt;&lt;b&gt;1808 	La siccità e Napoleone provocano tanta fame in Fiemme.&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;1816 	Anno della fame. La Comunità, data la siccità da aprile ad ottobre, compra in Italia viveri e granaglie per i vicini.&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;1820 	Anno precoce e fertile. Ciliegie mature al 15 giugno.&lt;br /&gt;1823 e 1825 	Gravi brentane.&lt;br /&gt;1829 	Brentana distrugge tutta Imana.&lt;br /&gt;&lt;b&gt;1834 	Siccità e carestia in Fiemme.&lt;br /&gt;1839 	Siccità in giugno, luglio e agosto, niente raccolti.&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;1848 	Anno fertile, umido e caldo, raccolti eccezionali (tanta polenta).&lt;br /&gt;&lt;b&gt;1849 	Siccità per tutta l'estate, fino ad ottobre.&lt;br /&gt;1860 e 1861 	Siccità, inverno senza neve ed acqua fino a luglio.&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;1868 	Brentana in ottobre.&lt;br /&gt;&lt;b&gt;1871 e 1872 	Inverno senza neve in assoluto; 4 febbraio ore 20 Aurora Boreale.&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;1881 	Siccità eccezionale (levata la Madonnina a Cavalese) 15.000 persone presenti.&lt;br /&gt;1882 	La più grande brentana, l'Avisio fa il padrone in fondo valle, il rio di Sadole ai Forni va verso Predazzo.&lt;br /&gt;1883 	31 gennaio una valanga a Valboneta travolge 4 giovani di Zanon recatisi lassù con le slitte da fieno. Tutti morti.&lt;br /&gt;1885 	Brentana. A Ziano asporta 13 case, fra le quali il caseificio ed una fabbrica della polvere, tutti i ponti tranne a Moena.&lt;br /&gt;1889 	Altra grave brentana.&lt;br /&gt;1900 e 1913 	Si argina l'Avisio a Ziano.&lt;br /&gt;1906 	Brentana - asportate segherie e ponti.&lt;br /&gt;1916 	4 dicembre: valanga al Bragarol di Ceremana, 40 soldati sepolti, Beppi Sossola 19 anni viene estratto per ultimo.&lt;br /&gt;1916 e 1917 	Inverno più nevoso del secolo. I soldati erano su tutto il Lagorai. Nevicato 92 volte da ottobre ad aprile.&lt;br /&gt;&lt;b&gt;1918 e 1919 	Inverno senza neve&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;1920 e 1921 	Pochissima neve&lt;br /&gt;1923 	23 giugno: 30 cm di neve&lt;br /&gt;1924 	Aprile: grossa frana a Malgola (ancora visibile)&lt;br /&gt;1926 	Aprile: grande bufera. Il vento sradica in Fiemme 60.000 mc di legname&lt;br /&gt;1929 	A febbraio 28 gradi sotto zero&lt;br /&gt;1938 	15 febbraio ore 22: Aurora Boreale&lt;br /&gt;&lt;b&gt;1941-42-43 	Pochissima neve e tanta siccità estiva.&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;1950 e 1951 	Inverno nevosissimo !&lt;br /&gt;1963 	In gennaio-febbraio per 45 giorni da -15°C a -23°C&lt;br /&gt;1966 	3-4-5 novembre: alluvione (5000)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;P.S.: Aldo Zorzi è uno storico di Ziano di Fiemme, per cui credo sia abbastanza attendibile.</content>
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    <title>Una sigla che potrebbe aiutare</title>
    <published>2007-03-19T07:57:59Z</published>
    <updated>2007-03-19T07:57:59Z</updated>
    <category term="emergenza"/>
    <content type="html">E' da un bel pò che non scrivo, ma da quando ho eliminato la televisione a casa, sto facendo tantissime cose, dedicando meno tempo anche al PC.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Intanto mi porto avanti, riprendendo quanto apparso oggi su &lt;a href="http://punto-informatico.it/p.aspx?id=1926390"&gt;Punto Informatico&lt;/a&gt;:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;Gli operatori delle ambulanze hanno segnalato che molto sovente, in occasione di incidenti stradali, i feriti hanno con loro un telefono portatile. Tuttavia, in occasione di interventi, non si sa chi contattare tra la lista interminabile dei numeri della rubrica.&lt;br /&gt;Gli operatori delle ambulanze hanno lanciato l'idea che ciascuno metta, nella lista dei suoi contatti, la persona da contattare in caso d'urgenza sotto uno pseudonimo predefinito.&lt;br /&gt;Lo pseudonimo internazionale conosciuto è ICE (=In Case of Emergency). È sotto questo nome che bisognerebbe segnare il numero della persona da contattare utilizzabile dagli operatori delle ambulanze, dalla polizia, dai pompieri o dai primi soccorritori.&lt;br /&gt;In caso vi fossero più persone da contattare si può utilizzare ICE1, ICE2, ICE3, etc.&lt;br /&gt;Facile da fare, non costa niente e può essere molto utile.&lt;br /&gt;Se pensate che sia una buona idea, fate circolare il messaggio di modo che questo comportamento rientri nei comportamenti abituali&lt;/i&gt;</content>
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    <title>Su recenti proposte di legge</title>
    <published>2007-02-19T21:07:35Z</published>
    <updated>2007-02-19T21:07:35Z</updated>
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    <lj:music>[Radio Capital - Area protetta]</lj:music>
    <content type="html">In questi giorni si parla molto della legge che dovrebbe riconoscere dei diritti alle coppie di fatto, sia etero che omosessuali. Le posizioni principali possono essere ricondotte a due schieramenti principali: i progressisti, normalmente distaccati da precise posizioni religiose, a favore della legge, da un parte, e, dall'altra, i conservatori, spesso di chiara impostazione cattolica, che promuovono l'opposizione a tale legge. Ho molto semplificato, ma in linea di massima questa è, a mio avviso, la situazione. Sono cosciente che tale classificazione può essere molto generalistica, ma l'ho fatta solo per semplicità di inquadramento della situazione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Logicamente su un tema così &lt;i&gt;scottante&lt;/i&gt; si è levata anche la voce della chiesa cattolica, che, abbastanza logicamente considerando l'impostazione di pensiero, si è schierata per il no. Diciamo che se non vedo di buon occhio l'interferenza della gerarchia ecclesiastica nella vita politica e sociale di un paese, in questo caso la posso ancora tollerare, purchè rimanga su livelli di interazioni a lei competenti. Cioè, mi va bene che sul tema famiglia i cattolici facciano sapere qual'è la loro posizione, mentre in vece in altre questioni di valenza strettamente dello Stato è meglio che se ne stiano zitti.&lt;br /&gt;L'aspetto però su cui vorrei soffermarmi, non è tanto il fatto di essere favorevoli o contrari alla norma proposta. I contenuti precisi dell'articolato non li conosco e al momento non ho tempo per approfondire, ma quello che volevo evidenziare è la possibilità di rafforzare le libertà personali di ogni cittadino. L'approvazione di una norma che permetta ad ogni cittadino di effettuare una libera scelta, che sia la legge sull'eutanasia piuttosto che quella sulla convivenza, è un segno di rispetto della persona e delle sue idee, nonchè di piena applicazione di quel diritto all'autodeterminazione che dovrebbe essere alla base della vita di ogni libero cittadino. Infatti se esiste una norma che mi permette di effettuare una specifica scelta, poi sta a me e alla mia coscienza, noncè al mio modo di vedere e pensare, beneficiare di quella norma oppure attenermi a regole di morale diverse che mi portano a effettuare una scelta diversa. Non vedo perchè uno Stato debba imporre ai suoi cittadini una visione a senso unico, basata spesso su una indicazione di tipo religioso. Questo vorrebbe dire che se domattina il papa si alza e decide che dobbiamo fare tutti voto di castità, allora lo Stato italiano deve adeguarsi e rendere illegale avere rapporti sessuali! I politici devono pensare prima di tutto a perseguire l'interesse sociale, quindi piuttosto che discutere sul fatto se sia religiosamente corretto approvare una legge sui diritti dei conviventi o sull'eutanasia, dovrebbero approfondire i contenuti della legge stessa, per capire se le scelte operate potrebbero portare danni a qualcuno e come può essere gestita una norma, perchè, purtroppo, sono tantissime le norme disattese per impossibilità di applicazione.</content>
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    <title>Per ora non commento</title>
    <published>2007-02-17T13:19:54Z</published>
    <updated>2007-02-17T13:19:54Z</updated>
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    <content type="html">Mi è arrivata oggi, da un collega Ufficiale, copia di questa lettera.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;&lt;br /&gt;San Defendente di Cervasca (CN) , 26 ottobre 2006&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;A&lt;br /&gt;Onorevole Giorgio NAPOLITANO&lt;br /&gt;Presidente della Repubblica Italiana&lt;br /&gt;Palazzo del Quirinale&lt;br /&gt;00100-ROMA&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;E, per conoscenza:&lt;br /&gt;Onorevole Franco MARINI&lt;br /&gt;Presidente del Senato della Repubblica&lt;br /&gt;Palazzo Madama&lt;br /&gt;00100-ROMA&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;Onorevole Fausto BERTINOTTI&lt;br /&gt;Presidente della Camera dei Deputati&lt;br /&gt;Palazzo di Montecitorio&lt;br /&gt;00100-ROMA&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Mi permetto inviarLe questa mia nella smisurata presunzione che possa, prima o poi, raggiungere la Sua scrivania. Ciò nella migliorata sensibilità delle Istituzioni ed in coloro che le tutelano. Le dirò che quando, giovane trentatreenne, ebbi l'avventura di scrivere a ben due Capi dello Stato (le motivazioni erano molto serie, mi creda) ebbi una delle più grandi delusioni della mia vita che, oggi sessantunenne, non riesco a dimenticare: le risposte-non risposte, inviatemi da incolori segretari della Presidenza della Repubblica, non giovarono alla considerazione degli uomini che allora erano considerati garanti dei cittadini che a Loro si affidavano con fiducia.&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;Quando, qualche giorno fa, mi dissero che un'aula del senato della Repubblica era stata intitolata a Carlo Giuliani (La prego, Signor Presidente, non mi cestini già a questo punto. Devo ancora chiederLe un po' del Suo tempo) credevo che si trattasse di uno scherzo provocatorio e, certo, di cattivo gusto. Il senato della Repubblica sentiva il bisogno di dedicare un'aula a Carlo Giuliani: quale avrebbe potuto essere una motivazione condivisibile? Avevo tanto pensato, già tempo fa (da buon genovese), a che cosa scrivere, a quali domande fare al Sindaco Pericu quando si paventava la possibilità di intitolare Piazza Alimonia a Genova al ragazzo morto durante le manifestazioni durante le quali, a sua maniera, cercava di esprimere il suo tipo di libertà contro chi, per una perversa mentalità, si dedicava alla difesa dei cittadini.&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;Lasciai perdere: sapevo che sarebbe stato tempo sprecato (tra l'altro quanto accaduto in senato ritengo sarà un buon viatico per il sopra citato sindaco che potrà tornare alla carica e, finalmente, riuscire a coronare il desiderio dei genitori del ragazzo e di una sparuta minoranza della cittadinanza, ma tant'è …).&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;Ho voluto controllare immediatamente l'inattendibilità della notizia interpellando nostra madre internet: questo ciò che immediatamente acquisisco:&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;1. in occasione della nomina della Signora Heidi Giuliani a senatrice: "è cosi che vogliamo ricordare Carlo Giuliani: non solo come un ragazzo che non c'è più, ma come testimone della voglia di cambiamento e della spinta a incrinare un intero sistema di potere che animano le nuove generazioni" conclude Russo Spena che annuncia la decisione del gruppo di intitolare a Carlo Giuliani la sede dell'Ufficio di presidenza del gruppo. Signor Presidente, riesce ad aiutarmi Lei? Mi autorizzerebbe a dire ai miei figli che, qualora "animati dalla voglia di cambiamento e dalla spinta a incrinare un intero sistema di potere" possono sempre indossare un passamontagna, brandire un estintore e minacciare di morte un esponente delle forze dell'ordine, dicendo loro che, dovessero subire la reazione dell'aggredito e soccombere, potranno sempre contare sull'intitolazione dei un'aula presso il Senato della Repubblica e di un permanente "santuario" nel luogo del vigliacco eccidio? Non solo, potrò loro dire che il loro papà potrà diventare senatore della Repubblica invece che rimanere uno squallidissimo ufficiale degli alpini in pensione che ha cercato di insegnare loro quale ricchezza nascondono l'onestà, la correttezza, il rispetto degli altri e tutte queste storie di altri tempi e, quindi, da dimenticare? Naturalmente nella Sua risposta, Signor Presidente, dovrà tenere conto di alcune peculiarità mie e dei miei figli che potrebbero vanificare le mie fantasie: per quanto mi riguarda, sono stato, per tutta la vita, quel che veniva una volta (dizione tornata in auge quando ci si riempie la bocca di tante belle parole) definito "servitore dello Stato" essendo un "improduttivo!" (e di peggio) ufficiale degli Alpini e non già un rispettabilissimo sindacalista in difesa degli interessi …; e per quanto riguarda i miei figli, hanno avuto la "sfortuna" di avere dei genitori, una casa ove ricoverarsi in luogo dei sottopassi stradali e, "cosa quanto mai infamante", non si sono mai trovati nelle condizioni di doversi drogare. Ciò dico per amore di verità e non veda in questo, Signor presidente, alcuna provocazione: questa è la cruda realtà della vicenda di cui tratto abusando della Sua pazienza;&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;2. e ancora "Apprezziamo profondamente, affermano in una nota il presidente del Prc-Sinistra europea al Senato Giovanni Russo Spena e i vicepresidenti Rina Gagliardi e Tommaso Sodano – la limpida posizione del presidente della repubblica a proposito del nostro diritto a intitolare a Carlo Giuliani una sala del nostro gruppo parlamentare. Non avevamo del resto mai avuto dubbi sulla sensibilità e correttezza istituzionale del capo dello stato". Intendiamo ribadire – prosegue la nota dell'Ufficio di presidenza del gruppo del Prc – che non c'è alcuna contraddizione tra la dedica della sala a Carlo Giuliani e la convinta solidarietà con le famiglie degli esponenti delle Forze dell'ordine caduti nell'adempimento del loro dovere. Chi denuncia questa inesistente contraddizione lo fa solo per scopi palesemente strumentali e propagandistici". Cioè, Signor Presidente, pensa davvero anche Lei che sarei animato da scopi palesemente strumentali e propagandistici? Io? Davvero? Allora corro a controllare se qualche aula, magari meno autorevole, un po' più nascosta, sia stata dedicata, per esempio, ai caduti di Nassyria. Non ne trovo traccia. Forse nessuno ha pensato a questa eventualità? Non posso pensarlo, in coscienza. La prego di credermi; spero, quindi, che la mia ricerca sia stata incompleta ed il risultato menzognero. Ma se così non fosse propongo ora, con la Sua limpida presa di posizione", l'intitolazione di un'aula, lontana da quella del Giuliani, a "quelli" di Nassyria, al Presidente della Camera e/o della Camera.&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;Ma ho due proposte alternative anche se entrambe meritevoli di altrettanta considerazione ma capisco anche che, se dovessimo dare spazio ai cittadini meritevoli, le aule del Parlamento, a questo punto, dovrebbero essere più numerose delle stanze di Buckingam Palace:&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;1. nel febbraio del 1972 in Alto Adige, durante una marcia in montagna, una slavina uccise 7 alpini della Brigata Alpina Orobica. In quell'anno, in nessuna forma,le Forze Armate ed i suoi esponenti potevano sperare in una qualche considerazione né in alcuna parvenza di giustizia, nel bene e nel male (chissà se l'On. Marini ricorderà: ho tanto piacere nel vederlo, talvolta, indossare, con fierezza, il Suo cappello da Artigliere da Montagna!). I 7Alpini deceduti erano studenti, lavoratori, onesti servitori dello Stato. Meriterebbero un riconoscimento almeno pari a quello tributato a Carlo Giuliani? Propongo ora di dedicare, con la Sua "limpida presa di posizione", un'aula del Parlamento "Ai sette Alpini deceduti nell'incidente di valanga di Malga Villalta (BZ) del 12 febbraio 1972, a perenne ricordo, con loro, di tutti i soldati morti in pace in attività di servizio per il proprio paese e per il mantenimento della pace ovunque nel mondo";&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;2. ho l'immagine di mio padre: lavoratore instancabile, padre e marito attento, scrupoloso, ligio nell'osservanza della legge tanto da essere, spesso, criticato per la sua incrollabile fermezza. Segretario Provinciale della Croce Rossa Italiana di Genova ai dedicò, anima e corpo nell'accoglienza e ricovero dei profughi ungheresi, vittime di quella pagina di storia che in questi giorni, nel cinquantesimo anniversario, viene,da molti, riletta criticamente. In lui vedo milioni di cittadini italiani, lavoratori nascosti; quelli che rendono l'Italia degna di essere chiamata paese civile. Ben più del povero Carlo Giuliani. Allora intitoliamo, con la Sua "limpida presa di posizione", un'aula del Parlamento "A Rinaldo Palestro, a perenne apprezzamento, nella Sua persona, per quei cittadini che hanno speso e splendono la vita nel rispetto del prossimo della leggi approvate da questo Parlamento". Sappia, in ultimo, Signor Presidente, che chi ha l'ardire di scriverLe non è né è mai stato, schierato politicamente. Ha sempre, piuttosto, cercato di apprezzare le buone cose fatte da un qualsivoglia governo e, parimenti, criticato ciò che riteneva essere mal fatto qualsivoglia fosse la parte politica alla guida del paese. Non mi giudichi, inoltre, né un mitomane, né un perditempo perché cadrebbe in un imperdonabile errore di valutazione. Per quanto riguarda il mio pensiero personale su Carlo Giuliani: lo giudico un povero ragazzo al quale non è stata data la possibilità di vivere come meritava e non per colpa di un altrettanto povero carabiniere di nome Placanica. Fossi il papà o la mamma di Carlo, solo Dio sa quali rimorsi mi porterei dentro! Troppo facile ricercare colpe in altri per salvarci l'anima. In chiusura, Signor Presidente, una domanda: che messaggio deve dare ed a chi la considerazione per quel ragazzo cha ha spinto, anche Lei stesso, a caldeggiare, in tempi rapidissimi (un tutt'uno senatrice la mamma e l'intitolazione) la dedica di un'aula ad un ragazzo con un siffatto curriculum? Potrebbe essere un esempio per una scolaresca in visita"istruttiva" al Senato della Repubblica Italiana? Temo di essere cestinato. La ringrazio se avrà la bontà, prima di farlo, di dedicarmi qualche minuto del Suo tempo.&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;Con ossequio.&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;Gianluigi Palestro&lt;br /&gt;Generale di Brigata degli Alpini (ris.) da Analisi Difesa&lt;br /&gt;&lt;/i&gt;</content>
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    <title>Messaggio di servizio</title>
    <published>2007-01-15T22:57:21Z</published>
    <updated>2007-01-18T07:46:50Z</updated>
    <content type="html">Per comodità mia, di Sonia e Antonella, l'elenco dei partecipanti alle attività di venerdì.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il mio elenco dei sicuri alla cena di venerdì:&lt;br /&gt;- &lt;b&gt;GMR&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;- Sonia&lt;br /&gt;- Paolo&lt;br /&gt;- Sabrina&lt;br /&gt;- Max&lt;br /&gt;- Fede PG&lt;br /&gt;- Luca Belandi&lt;br /&gt;- Albert metafisico&lt;br /&gt;- Gilberto&lt;br /&gt;- Letizia&lt;br /&gt;- Annalisa&lt;br /&gt;- Emiliana&lt;br /&gt;- Angela&lt;br /&gt;- &lt;b&gt;Sonia&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;- Anto &lt;br /&gt;- Mirna &lt;br /&gt;- ragazzo di Mirna &lt;br /&gt;- Ivan &lt;br /&gt;- Nicola &lt;br /&gt;- Paolo &lt;br /&gt;- Alessandro &lt;br /&gt;- Alberto MI &lt;br /&gt;- Maurilio &lt;br /&gt;- Andrea &lt;br /&gt;- Vaia &lt;br /&gt;- Patrizio &lt;br /&gt;- Roberto&lt;br /&gt;- &lt;b&gt;Antonella&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;- Ermanno&lt;br /&gt;- Luana&lt;br /&gt;- Marina&lt;br /&gt;- Paolo&lt;br /&gt;- Sara&lt;br /&gt;- Andrea&lt;br /&gt;- Fiammetta&lt;br /&gt;- +3&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sul percorso breve ho anche:&lt;br /&gt;- Andrea&lt;br /&gt;- Lucia&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per il dopocena (dolce) ho:&lt;br /&gt;- Bart&lt;br /&gt;- Sylvie&lt;br /&gt;- Lucia</content>
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    <title>Linee inesistenti</title>
    <published>2007-01-09T23:26:50Z</published>
    <updated>2007-01-09T23:29:21Z</updated>
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    <content type="html">Questa sera (o meglio ieri sera, visto che oramai sono già nel giorno dopo!) sono andato (non so come dire, visto che ero l'organizzatore) alla serata presso la sede UNUCI (Unione Nazionale Ufficiali in Congedo d'Italia) di Trento dedicata alle opere di fortificazione permanente in Alto Adige. La serata è stata tenuta dal Ten. Col. Licio Mauro, uno degli autori del libro "Bunker", edito dalla Provincia Autonoma di Bolzano (vedi siti &lt;a href="http://www.bunkers.it/"&gt;Bunker&lt;/a&gt; e &lt;a href="http://www.provincia.bz.it/amministrazione-patrimonio/bunker_i.htm"&gt;PAB&lt;/a&gt;).&lt;br /&gt;La serata è stata molto interessante. Si è passati dall'analisi storica della nascita del Vallo Alpino in epoca fascista sino al recupero e mantenimento delle difese fortificate nel secondo dopoguerra per difendere l'Italia da un possibile attacco delle forze del Patto di Varsavia durante la Guerra Fredda, sino ad arrivare alla dismissione a seguito della caduta del muro di Berlino e successivo recupero di alcune fortezze per scopi storici e culturali (&lt;i&gt;la memoria&lt;/i&gt;).&lt;br /&gt;Fin qui i fatti. Quello che mi ha fatto pensare, al termine di tutto questo, è l'assoluta inutilità di alcune convenzioni umane. Pensiamo ai confini. Elementi che definiscono il limite territoriale di uno Stato. Linee che vanno difese sino alla morte contro l'oppressore/invasore per il bene della nazione in cui si vive. Ebbene, tutto questo, le linee tracciate sulle carte, le opere costruite sul confine, il sudore speso in milioni di ore di pattugliamento da parte di giovani, tutto questo, viene fatto sparire all'improvviso. Viene ritenuto inutile.&lt;br /&gt;Il dubbio che mi assale, la domanda che mi viene spontaneo pormi, non è tanto legata al passato, ma al presente e al futuro: &lt;i&gt;Ma sarà vero che è inutile?&lt;/i&gt;, oppure non è che siamo noi che vogliamo convincerci che la Patria, il senso del dovere verso i nostri concittadini, il nostro essere italiani, la nostra Nazione, sono tutte balle da sacrificare sull'altare del bene superiore rappresentato dall'unità europea e dalla convivenza con gli altri popoli che abitano l'Europa? Se così fosse, provo una gran pena per quei 650.000 giovani (età media di circa 25 anni) che si sono sacrificati sui campi di battaglia della Prima guerra mondiale per cercare di mettere insieme una nazione che si potesse chiamare tale.</content>
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    <title>37!</title>
    <published>2007-01-02T16:50:07Z</published>
    <updated>2007-01-18T07:37:02Z</updated>
    <content type="html">Ebbene si! Oggi sono 37!&lt;br /&gt;E mi hanno anche dedicato un articolo:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://pics.livejournal.com/alpin/pic/0000dxq0/"&gt;&lt;img src="http://pics.livejournal.com/alpin/pic/0000dxq0/s640x480" alt="Articolo giornale per compleanno" height="480" width="296" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Articolo giornale per compleanno&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;</content>
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    <title>Anno nuovo</title>
    <published>2007-01-02T11:52:13Z</published>
    <updated>2007-01-02T11:52:13Z</updated>
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    <lj:music>Depeche Mode</lj:music>
    <content type="html">&lt;i&gt;Anno nuovo ... anno nuovo!&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;O almeno così dice il buon Paolo Bitta.&lt;br /&gt;Comunque è iniziato l'anno nuovo, molto tranquillamente ma soprattutto beatamente. Mi ha fatto un pò di invidia il piccolo Daniele (figlio di Lucia ed Andrea) quando alle 23.20 del 31 si è attaccato al suo biberon per ingollare la giusta razione di latte per affrontare i rigori notturni. Cioè, l'invidia nasceva non tanto dal fatto che stava mangiando (lo stavamo facendo anche noi) ma dalla tranquillità della sua vita. Mangia, dorme, scagazza, mangia, dorme, scagazza, ecc. Non che andando avanti negli anni successivi cambi qualcosa! Sino ai 7-8 anni alla fin fine la vita è abbastanza tranquilla. Al massimo preoccupazioni da bambino.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ieri, ascoltando le notizie del telegiornale, ho collegato due eventi: da una parte i ragazzi ubriachi che a Milano (mi pare!) hanno investito una persona e dall'altra le nuove regole per i neopatentati. Partiamo dal fatto che l'alcool è considerato una droga, cioè una sostanza stupefacente che varia il funzionamento dei neurotrasmettitori nel sistema nervoso in modo da alterare lo stato cosciente. Spesso le droghe, e quindi a tutti gli effetti l'alcool, inducono forme di dipendenza fisica o psicologica. Mettersi alla guida di un veicolo dopo aver assunto delle droghe (quindi alcool compreso), ma allo stesso modo effettuare qualsiasi altra attività che non sia il semplice starsene sdraiati o seduti, può determinare dei pericoli sia per se stessi che per gli altri. Le cronache sono piene di notizie relative a incidenti stradali provocati da persone ubriche o drogate, anche se a tutti gli effetti i due termini coincidono, visto quanto sopra. In particolare nelle ultime settimane, nella cronaca locale trentina e alto atesina sono emersi numerosi casi di investimento di giovani ragazzi ad opera di ubriachi. Il numero di patenti ritirate nel corso dell'anno a persone ubriache è molto elevato. E qui nasce il grosso problema. Un'elevata percentuale di incidenti per colpa di alterazioni alcoliche vedono coinvolti alcolisti cronici ma soprattutto recidivi! E' questo il fatto più angosciante! Persone che sono già state trovate ubriache al volante hanno ancora la possibilità di guidare. &lt;br /&gt;L'articolo 186 del codice della strada è la norma che disciplina la "Guida sotto l'influenza dell'alcool". Inizia anche bene perchè riporta che &lt;i&gt;è vietato guidare in stato di ebbrezza in conseguenza dell'uso di bevande alcoliche&lt;/i&gt;. Poi inizia ad elencare le sanzioni che chi guida in stato di ebbrezza: arresto fino ad un mese e ammenda da 258 a 1.032 euro con sospensione della patente da 15 giorni a 3 mesi, o da 1 a 6 mesi per i recidivi annuali; revoca per gli autisti di autobus o camion.&lt;br /&gt;E qui iniziano i miei dubbi! Ma è possibile che si parli solo di sanzioni, di revoca, di sospensione e basta! Non leggo da nessuna parte "revoca defintiva" della patente. Eh si, perchè a tutti gli effetti dopo la revoca è comunque possibile riprendersi la patente, risostenendo l'esame, ecc. Questo dovrebbe essere il campo in cui interviene in maniera pesante lo Stato: se tu, cittadino, compi un'azione che può mettere a repentaglio la sicurezza tua e degli altri, devi essere messo nelle condizioni di non poter creare posiibli danni. A mio avviso, quindi, la vera misura risolutiva è la revoca definitiva della patente per chiunque trovato in stato di alterazione psci-fisica a seguito di assunzione di alcol o di droghe.</content>
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    <title>Ne avrei un pò per tutti ...</title>
    <published>2006-12-28T22:05:52Z</published>
    <updated>2006-12-28T22:05:52Z</updated>
    <category term="chiesa"/>
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    <category term="eutanasia"/>
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    <lj:music>[Radio Capital - Area protetta]</lj:music>
    <content type="html">... Eh si, oggi ne avrei un pò per tutti, ma vado con calma, lascio sedimentare le cose e poi eventualmente scriverò. Non che oggi sia successo qualcosa di particolare, ma così ... ogni tanto capita a tutti!&lt;br /&gt;Intanto scrivo di una cosa che stomacerando da un pò di tempo. Leggendo le prime righe seguenti, qualcuno dirà &lt;i&gt;"Oh no, ancora sto Welby!"&lt;/i&gt; (o come cavolo si chiama!). Ma il mio pensiero si è focalizzato su alcuni aspetti, che qualcuno ha già affrontato nei propri blog, ma su cui ci tengo a esprimere il mio pensiero.&lt;br /&gt;Il tutto nasce dalla morte indotta di quella persona che era da anni tenuta in vita da una macchina. Si è scatenata una diatriba incredibile su questa cosa, mescolando posizioni politiche con principi religiosi, ma dimenticandosi, a mio avviso, di alcuni elementi essenziali: la dignità della persona, il principio di autodeterminazione e il diritto alla vita. Vediamo un pò cosa intendo.&lt;br /&gt;La dignità della persona è un elemento che costituisce la base per una vita piena e soddisfacente. Infatti non credo che uno schiavo, un servo della gleba, una persona sottoposta a regime totalitario, ecc., possa vivere dignitosamente. Si, magari avrà la sua dignità, perchè anche in piena povertà ed indigenza l'essere umano sa mantenere una dignità, ma non sarà mai quella a cui ha diritto.&lt;br /&gt;L'autodeterminazione è quella possibilità, assegnataci anche da Dio, di poter decidere cosa fare, che strada intraprendere, come vivere, ma anche come morire. Un martire della lotta partigiana nella seconda guerra mondiale o un irredentista della prima guerra mondiale non proclamava la propria autodeterminazione? E un prete che si fa uccidere per non rinnegare la propria religione non persegue la propria autodeterminazione? E una persona depressa che assume farmaci per suicidarsi non segue la propria volontà? Molto probabilmente avrete capito dove voglio andare a parare.&lt;br /&gt;Infine il diritto alla vita. Come la dignità e l'autodeterminazione, sono i principi cardine di ogni &lt;i&gt;democrazia&lt;/i&gt;, di ogni società in cui si persegue l'eguaglianza degli uomini e la salvaguardia dei diritti e dei doveri. Il diritto alla vita ricomprende anche il diritto alla morte: non esiste nessuna legge che vieta il suicidio.&lt;br /&gt;In pratica, quello a cui voglio arrivare, è che come si tutela la vita di ogni essere vivente (oggi anche degli animali), così si deve dare la possibilità di morire a chi, non potendo togliersi la vita da solo, desidera farlo. Questo non vuole dire imporre l'eutanasia a chi, per motivi religiosi o altro, non la vuole, ma dare la possibilità a chi vuole seguire tale strada di praticarla. Il riconoscimento dell'eutanasia determina la non punibilità di chi aiuta la persona a morire.&lt;br /&gt;La cosa che mi ha dato fastidio è la posizione assunta dalla chiesa. Da una parte il papa che condanna l'eutanasia negando il funerale religioso a Welby, dall'altra molti preti che insorgono e si dichiarano a favore del funerale religioso. E qui mi sorge il primo dubbio: ma il papa non è infallibile e ha sempre ragione su tutto? Come si permettono i preti di contraddire il loro capo? Se non va bene quello che dice il loro capo, dovrebbero andarsene, in quanto non riconoscono la loro autorità superiore. E poi il papa che dice che la vita deve essere rispettata sino al naturale tramonto: ma non erano le macchine a tenere in vita Welby? Quindi il suo naturale tramonto era già passato da un pò e quindi l'uomo ha osato sostituirsi a dio e mantenere in vita una persona già morta! Quando vedo queste contraddizioni interne sono sempre più contento di essermi allontanato dalla chiesa. Unica cosa che devo riconoscere, è che, almeno questa volta, sono intervenuti su argomenti di loro competenza mentre i politici stanno anteponendo la loro visione religiosa al perseguimento dell'interesse pubblico, perdendo di vista la loro funzione.</content>
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    <title>Eragon</title>
    <published>2006-12-27T09:34:38Z</published>
    <updated>2006-12-27T09:40:01Z</updated>
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    <content type="html">Ieri con Sonia, sono andato a vedere il film "Eragon".&lt;br /&gt;Spesso si pensa che da un buon libro non possa che venir fuori un bel film, ma ancora più  spesso si pensa che un buon libro debba rimanere solo nella forma scritta, punto e basta. Anche perchè la trasformazione in film, rappresenta la visione del regista, alterando la percezione del singolo lettore e appiattendola e uniformandola con quella degli altri milioni di persone che vedono il film.&lt;br /&gt;Il libro scritto dal giovane Cristopher Paolini fa parte di una discreta trilogia fantasy, premiata da un discreto successo di lettori, ma incardinata sulla scia di una mania del genere fantasy rinato negli ultimi anni, in particolare per il pubblico giovane.&lt;br /&gt;&lt;i&gt;Successo librario = pappabile successo cinematografico&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;Immediata dunque la reazione dei grandi produttori statunitensi che si sono accaparrati i diritti sulla realizzazione cinematografica. Arriva così nelle sale cinematografiche "Eragon", preceduto da una campagna pubblicitaria massiccia che lo propone come il nuovo film cult del fantasy, un nuovo "Signore degli anelli". E qui inizia il declino!&lt;br /&gt;Il film non è una nuova ed interessante sperimentazione, sulle orme di grandi classici del genere, come "Il Signore degli anelli" piuttosto che "Le cronache di Narnia", ma è una specie di neomontaggio fatto con pezzetti di tutti i più grandi classici del genere con l'inserimento anche di opere di importanza minore, prima fra tutte "Dragonheart".&lt;br /&gt;Per cercare di dare un pò di spessore al film, vengono agganciati attori di prestigio (tipo Jeremy Irons e John Malkovich) o bei faccini (il resto del cast è formato da parecchi volti noti). Il film rimane comunque pessimo, dall'inizio alla fine, scontato e incompleto, chiudendosi oltretutto con l'ovvia preparazione al secondo capitolo.&lt;br /&gt;Viene un dubbio: non è che stiano già girando il terzo episodio senza nemmeno aver letto il libro?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Unica cosa carina: il drago. Soprattutto quando esce dell'uovo.</content>
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    <title>Auguri 2006</title>
    <published>2006-12-23T18:08:42Z</published>
    <updated>2006-12-23T18:11:21Z</updated>
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    <content type="html">&lt;img src="http://pics.livejournal.com/alpin/pic/0000c1qt" /&gt;</content>
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    <title>Bullismo e rete</title>
    <published>2006-11-24T08:01:46Z</published>
    <updated>2006-11-24T08:01:46Z</updated>
    <category term="società"/>
    <content type="html">Tratto da Zeus News (&lt;a href="http://www.zeusnews.it/index.php3?ar=stampa&amp;cod=5221"&gt;http://www.zeusnews.it/index.php3?ar=stampa&amp;cod=5221&lt;/a&gt;)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;*****************************&lt;br /&gt;&lt;i&gt;&lt;br /&gt;Il bullismo digitale e gli italiani&lt;br /&gt;Il problema non è Internet ma l'educazione e il rapporto con i ragazzi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;[ZEUS News - www.zeusnews.it - 23-11-2006]&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Prendi un ragazzo di 12-16 anni e fagli vedere almeno per tre ore al giorno: cartoni animati violenti giapponesi; film di guerra; Tg in cui si parla di soldati che torturano, seviziano e fotografano; trasmissioni pseudodivertenti di scherzi atroci e gaffes terribili (tanto è tutto uno scherzo); e poi liti in diretta a base di insulti e calci di cantanti, attori e perfino politici e parlamentari. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non discutere mai con questo ragazzo di ciò che è bene o male, secondo la tua religione o la tua etica laica, non discutere mai di queste trasmissioni e dei loro limiti e dei loro disvalori, lascia pure che si faccia l'idea che l'importante sia andare in Tv, avere successo, farsi dei soldi così. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Preoccupati solo che mangi e vada vestito bene, e dagli un telefonino con fotocamera e video. Non puoi fare diversamente perché devi lavorare, arrivi a casa stanco; non puoi perdere tempo perché se no sei fuori, espulso, marginalizzato, vai fuori mercato o ti licenziano. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Poi non stupirti se tuo figlio picchia un ragazzo minorato e mette il video on line, se gira dei film porno con le sue amichette o amichetti; e soprattutto, non dare la colpa a Internet, perché in questo caso Internet non c'entra niente. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Pier Luigi Tolardo - Quelli di Zeus&lt;br /&gt;&lt;/i&gt;</content>
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    <title>La fine di un Imperatore</title>
    <published>2006-11-22T09:08:04Z</published>
    <updated>2006-11-22T09:09:27Z</updated>
    <category term="giornale"/>
    <content type="html">Tratto da L'Adige del 21 novembre 2006&lt;br /&gt;di Luigi Sardi&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;**************************************&lt;br /&gt;&lt;i&gt;&lt;br /&gt;Quando l'Impero si spense&lt;br /&gt;Novant'anni fa la morte di Francresco Giuseppe&lt;br /&gt;E Vienna in guerra si avviava al lungo tramonto&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Logoro&lt;br /&gt;Il sovrano austroungarico era ormai troppo vecchio e incapace di comprendere i mutamenti e le emergenze di un'epoca in fibrillazione&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L'Italia era in guerra dal 24 maggio del 1915. Il resto dell'Europa, dall'agosto del 1914. Il 7 novembre del 1916 Woodrow Wilson venne rieletto presidente degli Stati Uniti, ma la notizia non&lt;br /&gt;arrivò nelle trincee dove gli uomini morivano nel fango e nell'orrore. Undici giorni dopo, Wilson&lt;br /&gt;si rivolse a tutti i governi invitan­doli a cercare un modo per raggiungere la pace.&lt;br /&gt;A Vienna, nel silenzio e nel ge­lo di Schoenbrunn, Francesco Giu­seppe non arrivò a leggere quel­la nota. Le foglie marcivano nel parco, una pioggia gelida e sotti­le rigava i vetri delle finestre e lui, l'Imperatore, era seduto, come sempre allo scrittoio. Ma era stan­co, malato, tormentato dalla tos­se e dalla febbre. Era il 21 novem­bre, erano le tre del mattino.&lt;br /&gt;L'Imperatore si era alzato pri­ma del solito dal suo ruvido let­to da campo, perché doveva com­pensare la diminuita efficienza nel lavoro, dedicandovi più tem­po. Poco dopo gli avevano porta­to l'eucarestia. La febbre era sa­lita a 38,1, a mezzogiorno bevve qualche cucchiaio di brodo e su­bito dopo si accasciò sulla scri­vania. Si riprese, tornò al lavoro. Alle 7 di sera lo misero a letto. Si addormentò, si svegliò, ingoiò qualche goccia di tè, il camerie­re gli chiese se stava comodo e rispose: «Si, va bene». Poi si spen­se nel nulla, come si spegne una candela. Erano le 21.05 del 21 no­vembre 1916. Francesco Giusep­pe regnava all'ombra dell'aquila bicipite dal 2 dicembre del 1848. Aveva governato in un arco di tempo che va dalle giornate che siglarono la restaurazione contro la grande rivoluzione del Quaran­totto, fino ai travolgenti fermen­ti del primo Novecento e alla guer­ra che sconvolse il mondo.&lt;br /&gt;Diventava Imperatore Carlo I d'Austria; Carlo IV come Re Apo­stolico d'Ungheria. L'anno dopo, a Vienna, nel giorno di giovedi 31 maggio, l'Imperatore Carlo apri­va ufficialmente il Parlamento che era stato sospeso da Francesco Giuseppe alla vigilia dello scop­pio della guerra. Dalla cronaca de Il Risveglio Austriaco, l'unico quo­tidiano che in quell'epoca di guer­ra si stampava nella Imperiale e Regia fortezza di Trento: «I depu­tati, radunati nella sala del trono della Hofburg, ascoltarono con un raccoglimento degno dell'oc­casione e dell'ora, il discorso inaugurale dell'lmperatore. Gli hoch, gli evviva, gli zivio, gli naz­dar non vogliono finire». Sono le molte voci parlate nell'Impero che sta per sgretolarsi sotto la spinta di nuove identità naziona­li, ma che adesso acclamano con calore Carlo quando dichiara «è mia ferma volontà essere un re­gnante costituzionale».&lt;br /&gt;Si apre il Parlamento, molti de­putati vestono l'uniforme milita­re e corone di fiori sono deposte sugli scranni di quelli caduti sul campo. Da tempo, tutti avevano capito che l'irredentismo italia­no stava diventando fatale all'lm­pero perché si stava collegando politicamente e militarmente a quello delle altre nazioni. Anche il vecchio Imperatore lo aveva ca­pito. Ma la fedeltà alla tradizione e al passato non avevano scosso il Signore assoluto, il detentore del potere legislativo esecutivo e giudiziario. L'esercito, il mae­stoso esercito d'Austria e Unghe­ria, aveva giurato fedeltà alla sua persona, non alla carta di una co­stituzione. Lui era il primo servi­tore dello stato. Da tempo, l'uni­forme nascondeva a malapena il decadimento di quel vecchio cor­po. Anche l'Impero austrounga­rico era diventato troppo vecchio mostrando la vastità delle contraddizioni. Dietro l'augusta fac­ciata di civiltà cristiana, strideva­no nei vari paesi dominati, le for­che e i ceppi delle galere mentre nel resto dell'Europa si collauda­vano quelle armi che avrebbero distrutto il trono degli Asburgo. Francesco Giuseppe forse era di­ventato troppo vecchio per capi­re i mutamenti del nuovo secolo.&lt;br /&gt;Quella guerra gli aveva reso an­cora più amari gli ultimi mesi del lungo e pesante regnare di mo­narca assoluto che aveva sempre desiderato chiudere i suoi giorni in pace. Certo, lui aveva firmato la dichiarazione di guerra alla Ser­bia scismatica, ma l'aveva fatto controvoglia spinto dai militari dopo l'assassino dell'arciduca Ferdinando e di sua moglie. Del resto, tutti i conflitti che l'Impe­ro aveva dovuto sostenere, lui sul trono, si erano risolti in altrettan­ti disastri militari. L'Austria ave­va perso la Lombardia, poi il Ve­neto e nel 1916 i suoi fedeli, eroi­ci soldati morivano sui Monti Car­pazi, nelle pianore della Galizia sulle tormentate doline del Carso.&lt;br /&gt;Francesco Giuseppe non si era fatto illusioni. Quando l'aiutante di campo gli comunicò che l'In­ghilterra aveva dichiarato guer­ra alla Germania esclamò: «La par­tita è perduta. Noi non siamo ne­mici degli inglesi». E poi la storia gli aveva insegnato che gli inglesi combattono sempre fino alla vittoria. Non aveva neanche vo­luto il conflitto con l'Italia anche se non si era fatto illusioni: prima o poi Roma avrebbe rotto la de­cennale alleanza con Vienna e Berlino e sarebbe passata con la Francia, la Serbia, la Russia e l'In­ghilterra. Non voleva cedere né il Trentino né Trieste, ma aveva seguito con attenzione la missio­ne di Alcide Degasperi che a Ro­ma era stato benevolmente rice­vuto da Benedetto XV, poi da Son­nino, forse anche da Vittorio Ema­nuele III.&lt;br /&gt;Degasperi invocava la neutra­lità italiana, anche per salvare il Trentino dalla devastazione del­le guerra. Ma lui, il vecchio Impe­ratore, s'infuriava quando senti­va il nome di Vittorio Emanuele che chiamava ladro di territori e non voleva fare concessioni di sorta. Cosi anche l'Italia aveva preso le armi. La guerra era un'al­tra sofferenza per un monarca che aveva avuto un destino ama­ro. Suo fratello Massimiliano era stato fucilato nel Messico per or­dine dell'indio Benito Juares. Un uomo che aveva entusiasmato i socialisti italiani che, con il nome di Benito, avevano battezzato i loro figli. E c'era stata la cupa tra­gedia nel casino di caccia di Ma­yerling dove Rodolfo dopo aver ucciso la giovanissima amante, si era tolto la vita. E poi c'era stata, il 10 settembre 1898, la tragedia di Ginevra: un anarchico italiano aveva assassinato con una lima Elisabetta, la Kaiserin Elisabetha, la bellissima e inquieta Sissi. "Nulla dunque mi viene risparmiato a questo mondo" mormorò Fran­cesco Giuseppe quando gli an­nunciarono la morte della moglie.&lt;br /&gt;Il 30 novembre del 1916 le cam­pane di tutte le chiese dell'Impe­ro suonarono a morto per l'ulti­mo saluto al Kaiser Franz Joseph. Sul fronte italiano tuonava il cannone.&lt;br /&gt;&lt;/i&gt;</content>
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    <title>Sunto fotografco del Giappone</title>
    <published>2006-11-11T11:51:18Z</published>
    <updated>2006-11-11T11:53:23Z</updated>
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    <content type="html">E' vero sono tornato ai soliti tempi! Dopo l'aventura giapponese, rientrato nella &lt;i&gt;tranquillità&lt;/i&gt; della quotidianità, ho ripreso la brutta abitudine di scrivere poco. Per farmi perdonare, e come anticipo per tutte quelle che pubblicherò, di seguito trovate un breve sunto fotografico del mio vaggio in Giappone.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a name="cutid1"&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;img src="http://www.richiardone.it/immagini_lj/cartolinaGiappone.jpg" alt="Cartolina dal Giappone"&gt;&lt;br /&gt;&lt;font size="-1"&gt;Breve sunto fotografco del Giappone&lt;/font&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;</content>
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    <title>Di passaggio ...</title>
    <published>2006-10-27T16:56:45Z</published>
    <updated>2006-10-27T16:56:45Z</updated>
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    <content type="html">... all'aereoporto di Amsterdam, con ben 4 ore di attesa per il volo di rientro in Italia, per occupare un po' di tempo mi dedico ad un giretto per la rete e conseguentemente ad un breve aggiornamento del LJ.&lt;br /&gt;Stamattina (notte inoltrata in Italia) sono partito da Tokyo per (ahime'!) rientrare in Italia. LA due giorni a Tokyo e' stata molto intensa. In prtica abbiamo girato come i pazzi, per cercare di vedere il maggior numero di quartieri possibili della grandissima (che dico, vastissima) citta' / metropoli. Infatti Tokyo e' a tutti gli effetti una citta' infinita. Si inizia a vedere circa 100 km prima di arrivarci. Quando siamo andati a vedere il Mori Art Museum abbiamo potuto vedere la vista della porzione di citta' che lo circonda, dal 53 piano e vi assicuro che e' infinita.&lt;br /&gt;La rete della metropolitana e' costituita da 8 linee gestite da una societa' e 4 da un'altra, a cui si devono aggiungere tutti i treni, di varie societa' che si muovono tra i vari quartieri. Il traffico non e' caotico: cioe' non assomiglia assolutamente a quello di altre metropoli (tipo New York), sembra piu' tranquillo, anche negli orari di punta.&lt;br /&gt;Abbiamo girato cercando di vedere il piu' possibile: mia sorella ci tornera' sicuramente mentre a me interessava farmi un'idea di massima di com'e' la citta'. E' stato come andare a fare una piccola perlustrazione per capire cosa fare la prossima volta. A questo punto ci dovra' essere per forza una prossima volta.&lt;br /&gt;Per chi erain trepidante attesa, devo dare una bruttissima notizia: le gothic lolita non ci sono nemmeno a Tokyo. A dire il vero ci sono, ma non le ho viste, perche' &lt;i&gt;escono&lt;/i&gt; solo il sabato e la domenica.&lt;br /&gt;Vabbeh, saluto tutti e mi butto a guardare la posta elettronica, perche' il tempo scorre velocemente e mancano solo 13 minuti alla scadenza del timer per il PC.&lt;br /&gt;Nelle prossime puntate le fotografie!!!!</content>
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    <title>Kyoto, shopping e Tokyo</title>
    <published>2006-10-24T13:54:20Z</published>
    <updated>2006-10-24T13:54:20Z</updated>
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    <content type="html">Orbene, presumo che questo sarà il mio ultimo post dalla terra del sol levante, in quanto domani mattina all'alba ci trasferiamo in quel di Tokyo e, avendo a disposizione solo due giorni, non credo che passerò molto tempo davanti ad un PC per scrivere. Quindi rimando ad un post successivo la descrizione di Tokyo: molto probabilmente sabato, così ve lo scrivete in agenda e venite a leggere il mio LJ (cosa che tanto non accadrà, lo so già!).&lt;br /&gt;Veniamo al dunque: la giornata di oggi è stata molto tranquilla. Abbiamo fatto il giro dei negozi per cercare un pò di regalini e ricordi da portare in Italia. Devo dire che mi sono comperato un bel pò di cosette. Nulla di particolare, ma tanti piccoli oggettini che era da tanto che vedevo in giro per il mondo e che finalmente mi sono deciso a prenderli. La mattina abbiamo fatto anche un salto sulla Umeda Sky Building, il grattacielo a ponte (tipo la defense a Parigi ma più grande) sulla cui sommità c'è una grande piattaforma panoramica, da cui abbiamo visto l'immensità di Osaka e delle città limitrofe. Veramente bello.&lt;br /&gt;A dire il vero la giornata più bella è stata ieri. Almeno sotto il profilo turistico, perchè meteorologicamente faceva cagare: ha iniziato a piovere alle 13 ed è andata avanti tutto il pomeriggio e sera. Comunque siamo andati a Kyoto, la precedente capitale del Giappone, città che ospita il vecchio palazzo imperiale. Logicamente siamo andati a visitarlo e, al di là del fatto che la visita era guidata da uno che correva e che la ragazza che chiudeva la fila era terrorizzata dal fatto che ci continuavamo a fermare per fare fotografie, assicuro che il palazzo è molto suggestivo, con enormi giardini e viali che separano strutture enormi in legno. Perchè vi ho parlato della ragazza che chiudeva la fila? Beh, perchè c'è un aspetto della vita dei giapponesi che è incredibile, soprattutto per noi italiani: per loro le regole sono rigide e si rispettano. Se però qualcuno non rispetta le regole, vanno in panico! Nel senso che la loro capacità di reazione alle diversità è ZERO!!!! Dopo la visita al palazzo imperiale, sotto un'acqua torrenziale e con am,bedue gli ombrellini da viaggio rotti, ci siamo diretti verso il quartiere di Gion, zona di piccoli vicoli, ristoranti, case in legno ma soprattutto il quartiere delle geishe. Ebbene non ne abbiamo vista nemmeno una: forse pioveva, forse ... Comunque il quartiere è molto bello e da una vaga idea di come dovevano essere le città nipponiche sino a qualche decennio fa.&lt;br /&gt;Sia ieri sera che stasera, caserma arrest, perchè siamo ambedue cotti. Diciamo che abbiamo scarpinato un bel pò, ma con grande soddisfazione. Girare da soli non è male: in due è sicuramente meglio. Adesso saluto e vado a dormire: domani ci aspetta levataccia per prendere lo Shinkansen per Tokyo.</content>
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    <title>Shopping e Nara</title>
    <published>2006-10-22T12:04:44Z</published>
    <updated>2006-10-22T12:04:44Z</updated>
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    <content type="html">Eccomi qui, quasi alla fine di una giornata intensa. Dico quasi perchè alle 23 vado a prendere la sorellina, che finisce di lavorare, per andare a bere qualcosa in giro per i locali del centro. Dovete sapere che mia sorella è qui in Giappone per insegnare l'italiano, e fin qui tutto ok. La cosa incredibile è che non lo insegna face to face ma via PC, con connessione audio e video. La cosa ancora più pazzesca è che fa dei turni che non occupano solo la giornata e la serata ma anche la notte. Nel senso che questi pazzi di giapponesi, fanno lezioni di lingue straniere anche alle 2 di notte!!!!!! Ma bisognerà essere fuori!&lt;br /&gt;Vabbeh, torniamo a noi. Per la gioia di tutte le fanciulle (ma anche dei fanciulli) che mi stanno seguendo virtualmente in questo viaggio, oggi ho visto le mie prime gothic lolita. Partiamo dall'inizio. Stamattina con la sister sono andato a fare un pò di compere. Ebbene nel girare per negozi, oltre a vedere un bel negozietto di capi gothic lolita che farebbe felici molte italiane, ho visto dapprima una ragazza e poi una coppia (lei e lui) agghindati con i caratteristici capi d'abbigliamento delle gothic lolita: vestiti svolazzanti scuri con sottogonne bianche, acconciature con fiocchettini vari, scarpe con zeppa e calze autoreggenti bianche. Se proprio devo essere sincero, ne ho visto anche un'altra: ero nel negozio di Hello Kitty e ho visto scendere dalle scale una bambina, e ripeto bambina, che avrà avuto si o no 5 anni, vestita da gothic lolita: sembrava proprio una bambola. Purtroppo le apparizioni sono state talmente repentine e fugaci che non ho scattato nemmeno una foto. In un negozio abbiamo poi visto una commessa vestita come Cindy Lauper nelle sue migliori e più vecchie apparizioni: chioma enorme bionda con vestiti tutti colorati.&lt;br /&gt;Non resto qui a tediarvi con le descrizioni di quello che ho acquistato, anche perchè potrei rovinare la sorpresa a qualcuno che legge, quindi passo alla parte culturale. Nel pomeriggio, infatti, sono andato a Nara, città dei templi. Viaggio comodissimo e veloce, anche se con treno normale, senza nessuna pecca. Nara è nei pressi di Osaka, verso est, ma separata da una piccola dorsale collinare e inserita in una valle parallela alla costa. Appensa sceso dal treno mi sono trovato ad affrontare una massa di giapponesi che in senso contrario cercava di prendere il treno. Poi ho capito il motivo: c'era aria forte che sembrava preannunciare un nubifragio. In pratica non ha fatto nemmeno una goccia. Sono arrivato un pò tardi e quindi ho fatto un giro veloce con meta diretta il Todai-ji, il tempio più famoso che ospita una statua di Buddha in bronzo e oro alta 16 m. Beh, per essere il mio primo Buddha, devo dire che è stato semplicemente fantastico. Anche perchè il tempio è la più grande struttura in legno esistente al mondo e vi assicuro che è veramente grande. Il fatto di arrivare tardi, mi ha dato due grossi vantaggi: poca gente in giro (ricordo che erano tutti scappati come cavallette) e una luce fantastica per fare foto, soprattutto con le luminarie dei templi accese. Ho fatto oltre 130 foto. Poi, nella tranquillità della sera, qui fa buio intorno alle 17/17.30 e non hanno la rottura di cocomeri di ora legale/solare (incominciano a piacermi sempre di più questi giapposoti!), ho continuato il mio giro tra i templi e le torri. Veramente suggestivo.&lt;br /&gt;Sono quindi rientrato verso Osaka, me ne sono venuto a casetta e qui, sui tatami sto buttando giù queste breve note, tra una doccia e una breve cenetta a base di torta e succo di frutta. A dire il vero non è che mangio mai tanto, ma in questo viaggio ho ulteriormente ridotto l'alimentazione. Sto andando avanti a dolcetti vari e the (soprattutto a colazione e pranzo), senza peraltro perdermi le loro prelibatezze a base di riso e pesce, il tutto accompagnato da verdure varie. Sembrerebbe un'alimentazione sana ed equilibrata, ma vi assicuro che il fatto che ogni alimento sia stracondito e il più delle volte fritto, non aiuta certo la dieta.</content>
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    <title>Osaka e Hiroshima</title>
    <published>2006-10-21T12:33:21Z</published>
    <updated>2006-10-21T12:34:02Z</updated>
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    <content type="html">Allora, continuo nel mie tergiversare sul Giappone. Magari nei prossimi giorni, appena Federica rientra dal lavoro un pò più presto, metto in linea qualche foto, anche se, e qui deluderò tutte le mie fans (ma anche i fans), non ho ancora visto in giro una ghotic lolita a morire. Cioè, partiamo dal presupposto che le giapponesi che ho visto hanno tutte le seguenti caratteristiche:&lt;br /&gt;- hanno scarpe con tacchi da paura (tacco 8/10);&lt;br /&gt;- hanno quasi tutte gli stivali al ginocchio;&lt;br /&gt;- se non hanno gli stivali hanno sandali con tacco;&lt;br /&gt;- portano tutte quelle calze atuoreggenti che arrivano poco sopra il ginocchio e quindi sbucano dagli stivali (un sesso!!!!!!);&lt;br /&gt;- portano short ridottissimi o minigonne inguinali, d'altronde hanno dei fisici belli asciutti;&lt;br /&gt;- non ho fatto caso a camicie e/o maglie e/o maglioni: c'è troppa carne nuda più in basso!!!!!;&lt;br /&gt;- hanno tutte acconciature stranissime (alcune sembra che portino un cane pechinese sulla testa!);&lt;br /&gt;- sono truccattissime.&lt;br /&gt;Questi gli elementi normalmente osservati nel 75% dei casi. Il restante 25% sono studentesse in divisa: anche qui andiamo da divise decenti (molto probabilmente scuole carissime) a divise mediocri (scuole pubbliche?), tutte accomunate da: gonna al ginocchio e blusa alla marinaretto, con camicia chiara e cravatta o foulard. Calzini e scarpe non sono sempre "uniformi". OK, ho fatto il quadro generale del genere femminile giapponese.&lt;br /&gt;Per quanto riguarda i maschietti, il panorama non è dei più belli: hanno tutti acconciature tipo Dragonball, con abbigliamento del più stravagante, ma quasi sempre stivali tipo camperos e, tocco di grazia, borsa da donna!!!! Questo per quanto riguarda un buon 50% della popolazione maschile, l'altra veste in giacca e cravatta, con completo rigorosamente nero: i completi chiari sono una rarità, si vede che saranno sempre in lutto!!!!!&lt;br /&gt;Nota finale comune a tutti i generi: camminano con i piedi rivolti verso l'interno, hanno le gambe storte (anche le ragazze con minigonne ascellari!) e strascicano i piedi.&lt;br /&gt;La cosa incredibile è vedere quanta gente utilizza delle divise: da noi, al di là delle forze dell'ordine e di qualche povero malcapitato, le divise non sono comuni, qui invece trovi gente in divisa ovunque. Addirittura sullo shikansen c'erano le ragazze addette alla raccolta dei rifiuti (bicchieri, lattine, bottigliette in plastica, ecc.) che avevano una loro particolarissima divisa: coppola rosa, blusa rosa con camicia bianca e cravattino nero, gonna a portafoglio (spero si dica così!) grigia bordata di rosa e calzettoni e scarpe grige: stavo per scoppiare a ridere quando le ho viste. Purtroppo non ho potuto fare foto!&lt;br /&gt;Ok vi ho fatto un quadro completo dell'&lt;i&gt;homo sapiens giapponensis&lt;/i&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Passiamo allora a parlare delle città.&lt;br /&gt;Ieri ho fatto un altro giro per Osaka, andando a visitare l'acquario (molto bello) e poi il quartiere di Umeda, un'area commerciale nel settore nord della città. Nel complesso, vista una cosa, viste tutte.&lt;br /&gt;Divero il discorso per la visita ad Hiroshima oggi. Non che qui ci sia granchè da vedere, però c'era tutto il parco memoriale per l'atomica che è stato molto interessante. Oltre al museo dedicato al prima, durante e dopo l'esplosione atomica (allucinante ve lo assicuro, fa molto pensare!) e al memoriale di tutte le vittime (solo 240.000 individuate altre 100.000 sconosciute / disperse), la prima cosa che si vede è l'&lt;a href="http://www.pref.hiroshima.jp/hiroshima/bunka/htmleng/elegacy3.htm"&gt;A-Bomb Dome&lt;/a&gt;: praticamente la cupola metallica che si vede in tutte le foto del dopo esplosione. Il vederla dal vivo, sapendo che lì, in quel posto, 60 anni prima era stata sganciata una bomba atomica che ha raso al suolo tutto, beh, fa un certo effetto. Capisci l'importanza di ricordare, di non lasciare dissipare certi ricordi. Poi un'altra cosa che mi è venuta in mente è il fatto (e qui qualcuno potrebbe prendersela) che nazisti, fascisti, giapponesi, russi o americani, tutti hanno da chiedere scusa per qualcosa di inumano fatto agli altri. E non me ne frega un cavolo se hanno cominciato prima loro: dalle mie parti si dice "se gli altri si buttano nell'Adige, ti ci butti anche tu?".&lt;br /&gt;Sempre a Hiroshima ho visitato anche il castello (ricostruito naturalmente) e un giardino giapponese, uno di quelli in cui c'è la ricostruzione in scala di paesaggi normali: beh, vi assicuro che è veramente fantastico.&lt;br /&gt;Ciliegina sulla torta, il viaggio di andata e ritorno me lo sono fatto su uno di quei treni che viaggiano a velocità fantastiche e che per fare 400 km impiega solo 1h30'! Treno pulitissimo e con avvisi fonici e digitali molto chiari e semplici, sia in giapponese che in inglese. Forse le nostre FS dovrebbero venire qui in "gita" per imparare qualcosa.</content>
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    <title>Primi giorni ad Osaka (JP)</title>
    <published>2006-10-19T11:22:01Z</published>
    <updated>2006-10-19T11:34:38Z</updated>
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    <content type="html">Orbene, come preannunciato sono arrivato in quel di Osaka, in Giappone.&lt;br /&gt;Già all'inizio è stato un pò un casino: hanno cancellato il volo Milano Linate - Amsterdam. Per fortuna mi hanno trovato posto su un volo da Malpensa. In questo modo però ho avuto solo un'ora di tempo ad Amsterdam e conseguentemente i bagagli non sono ancora arrivati, gli stiamo aspettando proprio stasera. Vabbeh, al di là di questo il resto è tutto ok.&lt;br /&gt;Già ieri sono riuscito ad avere una visione d'insieme di Osaka: città enorme, coperta da una coltre di foschia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;[Nel frattempo sono arrivati i bagagli, intatti e con tutto, e abbiamo cenato]&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Comunque, dicevo, Osaka è enorme, praticamente composta da un insieme di città unite tra loro. Venendo dall'aeroporto c'erano alcuni grattacieli ma prevalentemente abbondavano le piccole casette, come si vedono normalmente nei cartoni animati giapponesi. Invece il cuore di Osaka è costituito da enormi palazzi, strade sopraelevate anche a più livelli (per fortuna che il Giappone è terra di terremoti!) e lunghissimi viali sotterranei per lo shopping. Oggi ho visitato il castello: in granparte ricostruito in cemento, ma con la struttura perimetrale in enormi blocchi granitici originale. E' stato bello osservare i gruppi di studenti nelle loro uniformi blu (i più grandi) o tutti con lo stesso capellino (i più piccoli) e poi i giapponesi di ogni età, che appena possono si tolgono le scarpe. Nel castello c'era una mostra dedicata ad alcuni shogun che hanno dominato la zona di Osaka per alcuni secoli: vengono tratteggiati spesso come figure leggendarie, di incredibili capacità di comando e coraggio, presentando el varie leggende nate intorno a loro.&lt;br /&gt;Dal castello e dal suo parco, un luogo di verde e silenzio in mezzo al caos della città, sono poi tornato a casa passando per l'isola di Nakanoshima, sede del municipio e di altri palazzi che ospitano il museo di arte e il museo delle scienze. Oggi non ho girato granchè, perchè si doveva aspettare i bagagli (tra le 16 e le 21) e quindi me ne sono rimasto un pò in casa a leggere e a scrivere sul fido moleskine le memorie della giornata.&lt;br /&gt;Nel breve giro fatto ieri con &lt;span class='ljuser ljuser-name_thiara' lj:user='thiara' style='white-space: nowrap;'&gt;&lt;a href='http://thiara.livejournal.com/profile'&gt;&lt;img src='http://l-stat.livejournal.com/img/userinfo.gif' alt='[info]' width='17' height='17' style='vertical-align: bottom; border: 0; padding-right: 1px;' /&gt;&lt;/a&gt;&lt;a href='http://thiara.livejournal.com/'&gt;&lt;b&gt;thiara&lt;/b&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;, abbiamo visto il cuore commerciale di Osaka, con i suoi coloratissimi negozi e gallerie monotematiche dedicate alla vendita di tutto.</content>
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    <title>Giappone</title>
    <published>2006-10-16T15:47:13Z</published>
    <updated>2006-10-16T15:47:13Z</updated>
    <content type="html">Ebbene si, domani parto per il Giappone, vado a torvare la mia sorellina (&lt;span class='ljuser ljuser-name_thiara' lj:user='thiara' style='white-space: nowrap;'&gt;&lt;a href='http://thiara.livejournal.com/profile'&gt;&lt;img src='http://l-stat.livejournal.com/img/userinfo.gif' alt='[info]' width='17' height='17' style='vertical-align: bottom; border: 0; padding-right: 1px;' /&gt;&lt;/a&gt;&lt;a href='http://thiara.livejournal.com/'&gt;&lt;b&gt;thiara&lt;/b&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;) che risiede lì da luglio di quest'anno. Se riesco proverò a tenere un diario degli eventi attraverso il blog, tanto per farvi conoscere il mondo del sol levante.&lt;br /&gt;In ogni caso rientrerò il 27 ottobre e vi farò sapere.</content>
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